MOTORI24
20 settembre 2015

Scandalo Volkswagen, rischio incriminazione per la «frode» emissioni


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Miliardi di dollari di multa e lo spettro del possibile coinvolgimento dell'azienda in un delicato procedimento penale. Per Volkswagen lo scandalo americano assume contorni ancora più complessi di quanto emerso fino ad ora. Il colosso tedesco ha infatti ammesso di aver sistematicamente eluso i test di inquinamento atmosferico delle proprie vetture diesel vendute negli Stati Uniti tra il 2009 e il 2015. Sarebbero coinvolte ben 482 mila auto dei modelli Maggiolino, Golf, Jetta e Passat e questo potrebbe valere fino a 18 miliardi di dollari di sanzione, circa 37.500 dollari per ciascuna unità “manomessa”.


Più o meno i profitti netti registrati dal gruppo negli ultimi due esercizi. A portare a galla la frode è stato l'Environmental Protection Agency che ha scoperto come su alcune vetture Audi e Volkwagen la casa tedesca montasse un software che faceva andare a pieno ritmo il meccanismo di controllo delle emissioni soltano durante i test ufficiali. Di fatto negli ultimi anni ha installato, come ha afferamto l'Epa, un vero e proprio «impianto di manipolazione» delle emissioni su alcuni dei propri modelli.

Tanto che, in stato di guida normale, le auto potevano arrivare a inquinare dalle 10 alle 40 volte in più dei limiti di legge. Lo scandalo, ha spiegato ancora l'agenzia, ora potrebbe avere anche conseguenze penali per il vertice del gruppo tedesco, complici le numerose violazioni di legge e i danni all'ambiente. Anche perché, hanno spiegato diversi osservatori, è assai probabile che l'agenzia e il dipartimento di giustizia americano di fronte a una frode di tale portata vogliano dare una punizione esemplare al costruttore. Costrutture che, si sa, ha faticato molto per farsi strada sul mercato statunitense e nel farlo ha giocato molto sulla propria immagine di serietà e solidità puntando peraltro anche sull'efficienza dei consumi delle proprie auto. Efficienza che, è il sospetto di alcuni, veniva raggiunta anche grazie a questo meccanismo che faceva apparire pulita una vettura che in realtà non lo era.

Le auto coinvolte valgono circa un quarto delle vendite del popolare brand che negli Usa conta un giro d'affari vicino ai 27 miliardi di euro. Lo scandalo potrebbe dunque avere serie ripercussioni anche sui piani di espansione della Volkswagen in America. Il gruppo, per il momento, ha detto che sta cooperando con l'inchiesta aggiungendo che non è in grado di commentare ulteriormente.

Peraltro, si sarebbe già mossa anche l'associazione dei consumatori per promuovere una causa contro l'azienda di Wolfsburg. L'accusa sarebbe legata al “deprezzamento” delle vetture che montano il dispositivo. Sul tema sarebbe già al lavoro lo studio Hagens Berman Sobol Shapiro.

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in collaborazione con MOTORNET.IT