MOTORI24
24 settembre 2015

Dieselgate: ecco cos'è davvero l'Icct, l'ente che ha fatto scoppiare lo scandalo

di Adriano Tosi

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E così il Dieselgate, quello che alcuni entusiasti del catastrofismo già definiscono l'11 settembre dell'auto, è partito da un ente privato no-profit, l'Icct. Non un ministero della Salute, non una commissione internazionale adibita al controllo della salute delle persone, ma un ente privato. Nella concitazione di questi giorni, fra lo scoppio dello scandalo, il crollo del titolo Vw in borsa, le dimissioni del suo numero Martin Winterkorn e il coinvolgimento - per ora non confermato - di Bmw, poco o nulla si è detto dell'Icct (che peraltro ha “assolto” la Bmw, rilevando emissioni nella norma sulla X5 3.0 diesel, salvo poi aprirsi un nuovo caso, legato appunto alla Casa bavarese, ma con motori 2.0 a 4 cilindri direttamente paragonabili a quelli incriminati della Volkswagen).

L'acronimo, innanzitutto, sta per International Council on Clean Transportation, organizzazione indipendente il cui scopo è quello di fornire consulenza, studi e analisi scientifiche agli enti regolatori per quello che riguarda le tematiche ambientali. In pratica, l'ICCT si propone di ridurre l'impatto ambientale del trasporto marittimo, ferroviario, aereo e stradale, al fine di salvaguardare la salute dell'uomo e rallentare i cambiamenti climatici.

A fornire le risorse economiche all'Icct è principalmente la ClimateWorks Foundation, ma un importante contributo lo danno anche la Energy Foundation, la William and Flora Hewlett Foundation e la David and Lucile Packard Foundation. Hewlett/Packard: proprio loro, quelli dell'omonima azienda hi-tech americana.
L'Icct è composto da 24 cittadini “di alto livello” (così vengono definiti dall'ente stesso), da ricercatori accademici e da esperti di politiche ambientali, indipendenti però da qualsiasi formazione politica, che si incontrano a intervalli regolari per fissare l'agenda comune e per condividere le competenze individuali. I membri dell'ente (tra cui Peter Mock, ideatore del test che ha rivelato l'incongruenza dei diesel Volkswagen) provengono quasi tutti da organismi che hanno a che fare con l'ambiente o l'energia e da Stati che rientrano fra i maggiori mercati al mondo per i veicoli a motore. C'è inoltre uno staff composto da circa 30 fra ricercatori ed esperti della materia a livello politico che lavorano con i governi locali, con organizzazioni sovranazionali come la International Maritime Organization e l'International Civil Aviation Organization. Il lavoro dell'ICCT viene poi ciclicamente messo a conoscenza del pubblico tramite eventi e workshop sponsorizzati.

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in collaborazione con MOTORNET.IT