Nell'automotive così come nell'elettronica le Case coreane sono vincenti perché in grado di controllare la catena del valore: hanno, infatti, accesso a componenti di alto livello e a basso costo per il semplice motivo che li costruisce un'azienda del Gruppo: un esempio? I robot industriali se li fanno in casa, i semiconduttori pure per non parlare dell'acciaio. Insomma, in moltissimi casi, il fatto che non si devono rivolgere a terzi accorcia i tempi di sviluppo e i prodotti sono moderni, costano meno anche in termini di materiali, liberando risorse da destinare al miglioramento qualitativo ed estetico dei prodotti. Già perché ora auto coreana non vuol più dire basso profilo. E, di conseguenza, gli obiettivi sono sempre più ambiziosi: 4 milioni di Hyundai vendute nel 2011 che coi 2 milioni di auto della controllata Kia fanno circa 6 milioni di immatricolazioni a livello mondiale con naturale inserimento fra i cinque più importanti costruttori automobilistici al mondo. «Qual è il segreto del nostro successo? Una certa dose di fortuna – spiega Seung-Tack Kim, numero due di Hyundai oltre che responsabile delle vendite in tutto il mondo, escluso il mercato nazionale, la Corea –. Ma si tratta di una fortuna non casuale, perché abbiamo lavorato tanto per potercela meritare. Dal 1967 abbiamo scalato una montagna, dalla prima Pony alla nuova i40 di oggi che sarebbe come andare dalla Terra a Marte e non esiste paragone possibile perché tutto è cambiato e soprattutto è figlio della ricerca e dello sviluppo dei nostri ingegneri che lavorano in Corea, ma anche in Europa e negli Stati Uniti». È indubbio che i costruttori coreani, Hyundai in particolare, abbiano imparato a pensare in grande anche quando si tratta di automobile piccole e medie. Altrettanto evidente è che a guidare questa tendenza sia il costruttore di riferimento in Corea, Hyundai per l'appunto. Ma fra i segreti della Casa di Ulsan c'è anche la capacità di andare controcorrente, scommettendo ad esempio, sull'Europa, mentre altri hanno preferito stare alla finestra o addirittura lanciare segnali di disimpegno, preoccupati per le prospettive di un mercato considerato saturo o destinato a rimanere fermo su livelli non certo eccelsi. La conferma più evidente di questo orientamento viene proprio dal modello ultimo arrivato o meglio quello di prossima introduzione, la nuova i30 erede della vettura nata nel luglio del 2007, prima Hyundai progettata e sviluppata in Europa e prima ad essere prodotta nella fabbrica europea e infine prima a conquistare le 5 stelle EuroNcap. Una serie di primati confermati, fra l'altro, dal mercato: oltre 360.000 le unità vendute, di cui 115.000 l'anno scorso, ma che la nuova e ormai prossima all'arrivo punta addirittura ad offuscare. Perché si tratta di una vettura ancora più bella e originale, con uno stile moderno e aggressivo firmato dal responsabile del design europeo, un tedesco Thomas Burkle. Del resto le ambizioni della nuova i30 partono da una base produttiva di 120.000 unità l'anno da lanciare sul mercato continentale sia pure nell'arco di vita del modello, ma anche da uno stile, come detto, mai così in grado di soddisfare i gusti difficili dei consumatori europei, oltre naturalmente a equipaggiamenti completi spesso anche più delle rivali e da una meccanica all'altezza della migliore concorrenza. Disponibile per il momento solo nella variante a 5 porte, la vettura è lunga 430 cm, larga 178 cm e alta 147, mentre il passo misura 265 cm. Il bagagliaio, invece, ha la capacità standard di 378 litri, ovvero il 10% rispetto alla prima generazione della i30. Gli interni della nuova Hyundai i30 riprendono lo stile della più grande i40 e possono essere arricchiti con optional importanti sia dal punto di vista del comfort che dell'estetica, come il climatizzatore bi-zona e il tetto apribile panoramico. Inoltre, sono disponibili il navigatore satellitare con schermo "touchscreen" da 7 pollici posizionato su una bella consolle centrale e il sistema Tft Supervision che contiene informazioni utili al guidatore, nonché il volante Flex Steer che consente di scegliere tre modalità di guida tra Comfort, Normal e Sport. E veniamo alla specifiche tecniche della vettura. I motori saranno sei in tutti, tre a benzina e tre diesel, di 1.400 cc e 1.600 cc con potenze comprese fra 90 e 135 cv, in grado, dunque, di promettere prestazioni brillanti associate a un'elevata efficienza che Hyundai raggruppa sotto il "sub-brand" Blue Drive. I giovani però vogliono qualcosa che li caratterizzi, che provochi e sia diverso, ma che sia anche alla loro portata. Uno, in particolare, fra i modelli Hyundai, sembra rispondere alle loro richieste, la Veloster. In particolare la versione Turbo presentata al recente Salone di Detroit: ben 200 cv di pura passione.