Da un salone dell'auto di un paese medio orientale ricco come il Qatar sarebbe lecito aspettarsi un tripudio di auto pazzesche, fuoriserie con finiture stracurate, costose, eccessive e improbabili. Macchine da sogno per pochi, per pochissimi o forse per uno solo. Eppure la seconda edizione del Qatar motor show (che ha chiuso i battenti sabato scorso) non è stata la fiera dell'eccesso e delle hypercar. Non solo almeno, perché sotto i riflettori della kermesse di Doha, organizzata Gl Events Italia, ovvero dalla struttura che realizza il Motor Show di Bologna, erano numerose le vetture normali, come per esempio la Vw Passat in edizione americana, che più lunga e filante dell'originale tedesca appare più adatta al ruolo di media per un piccolo, ma dinamico, mercato come quello del Qatar o di altri Paesi dell'area dove la motorizzazione si sta espandendo in fasce diverse da quelle del super lusso.
Ed ecco che si spiega anche la presenza di medie semplici ed economiche come la Nissan Sunny. Poderosa la presenza dei marchi del gruppo Vw: del resto è una esibizione scontata visto che il 17% del colosso di Wolfsburg appartiene proprio all'emirato del Qatar. Il Qatar Motor Show atto secondo appare dunque più globalizzato, una manifestazione che è una sintesi dei saloni internazionali degli ultimi mesi e che ha dato la possibilità di vedere vetture che in Medio Oriente ancora non erano apparse. Ovviamente non sono mancate le super car, dalle Rolls-Royce bicolorealla Lamborghini Aventador, dalla Audi R8 GT Spyder alla Porsche 911, da pochissimo rinnovata integralmente. Ma a ben vedere la rassegna qatarina è stata anche una vetrina del made in Italy. Non solo quello delle grandi firme come Ferrari, Lamborghini e Maserati, ma soprattutto quello sartoriale delle auto fuoriserie. Lusso vero e design di frontiera. Già, perche nello stand dell'Anfia, l'associazione della filiera automobilistica italiana è andata in scena una "collettiva" di carrozzieri come Touring Superleggera, I.De.A. Institute, Pininfarina e l'emergente Up Design che sotto i riflettori ha portato la sua prima creatura, la "Vittoria", unica vera anteprima mondiale di questo salone del middle east.
L'atelier che prende il nome delle iniziali di Umberto Palermo, ex-responsabile del design di I.De.A. Institute. La Vittoria è una concept car ibrida che idealmente è spinta da un V8 da 4.2 litri abbinata a un'unità elettrica da 80 cv. Lunga 4,75 metri, esibisce concetti innovativi ed interessanti, come per esempio la particolare conformazione del parabrezza che, unito ai finestrini laterali, evidenzia l'assenza del cosiddetto montante A. Una soluzion frutto di una progettazione mutuata dal mondo dell'architettura cosi come lo è l'intercapedine tra abitacolo e tetto della vettura destinata a raffreddare dinamicamente la cellula abitativa riducendo il lavoro del condizionatore d'aria. La Vittoria potrebbe trasformarsi in una one-off (esemplare unico) o anche in una piccola serie destinata, visto il prezzo stimato in circa un milione di euro, all'upper class dei ricchi paesi del Golfo. In ogni caso è un laboratorio di innovazione italiano. Quello dell'auto sartoriale e su misura è, un mercato di nicchia dove il made in Italy ha grandi possibilità di espressione e di sviluppo. Non ha caso erano esposte perle come la Futura di I.de.a, coupé a quattro porte con coda tronca o la Gumpert Tornante della carrozzerie Touring Superleggera e l'ormai mitica 2ettottanta 2uettonta firmata da Pininfarina.