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Toyota, prima casa automobilistica al mondo, ha dovuto richiamare 1,2 milioni di veicoli in Giappone, a causa del rischio di perdite di carburante, dopo la denuncia di decine di casi di questo tipo. Altre 421 mila auto sono state ritirate nel resto del mondo, principalmente Usa, Nord America e Germania. Lo rendono noto le informazioni diffuse dal ministero giapponese dei Trasporti. Dell'intera gamma della produzione Toyota, circa 16 modelli (nelle loro diverse versioni) prodotti tra il maggio 2000 e l'ottobre del 2008 sono interessati da questo provvedimento. In Italia il richiamo riguarda solo 52 auto. Due problemi sono stati identificati (su un tubo e una pompa) che possono causare una perdita di carburante. In totale, i casi segnalati sono 119, ma nessun incidente, fa notare la casa produttrice, è stato riportato per questo motivo. La casa giapponese, che ha appena ricordato di essere rimasta la leader mondiale del settore, anche se a rischio di sorpasso da parte della Gm, non é nuova a inconvenienti di questo tipo. Per Toyota dunque prosegue una lunga stagione negativa che ne ha penalizzato l'immagine di costruttore votato alla qualità globale. Infatti, diversi problemi tecnici iniziati nell'autunno del 2009 hanno costretto la casa nipponica a richiamare milioni di veicoli: di seguito i principali difetti riscontrati dalla casa giapponese. Freni: riguardano l'ultima serie della Prius - la vettura ibrida di maggior successo sul mercato mondiale - uscita l'anno sorso; in caso di temperature particolarmente basse il sistema idraulico potrebbe avere una risposta tardiva. Tappetini: quello in corrispondenza del posto guida potrebbe incastrarsi sull'acceleratore, bloccandolo a fine corsa; il richiamo ha riguardato oltre 5 milioni di veicoli sia Toyota che Lexus, costruiti a partire dal 2004 e tutti venduti sui mercati statunitense e canadese. Acceleratore: il difetto riguarda la progettazione del pedale, fabbricato dalla statunitense Cts; in caso di condensa all'interno dell'abitacolo il pedale può infatti rimanere bloccato a fine corsa. Il richiamo corrispondente riguarda 4,6 milioni di vetture in tutto il mondo, la metà delle quali negli Stati Uniti e 1,8 milioni in Europa; nessun problema per le auto giapponesi, equipaggiate da altri fornitori.
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