Volkswagen rilancia la sfida sulle auto elettriche. E lo fa negli Stati Uniti, dopo aver lanciato la nuova campagna cinese basata proprio sugli Ev, sui veicoli elettrici. Il più grande costruttore di automobili europeo ha svelato per voce del suo numero uno Martin Winterkorn una strategia di commerciale che mira a commercializzare la UP! e la Golf Elettrica (svelata il mese scorso a Pechino) nel 2013. Inoltre arriveranno i suv ibridi Touareg e la berlina Jetta. Il colosso di Wolfsburg conta che entro il 2018, anno in cui dovrebbe diventare il primo costruttore del mondo, le vendite di vetture elettriche ammonteranno al 3% del totale.
Che l'elettrificazione della famiglia Volkswagen sia in uno stato assai avanzato lo dimostra la Golf Blue-e-motion, messa a disposizione per un test sul circuito di Shanghai, abitualmente frequentato da vetture meno silenziose e più assetate di derivati dal petrolio. Indistinguibile da ogni consanguinea, cela sotto le vesti un sistema propulsivo disseminato in modo da non rubare spazio nell'abitacolo e da propiziare la corretta distribuzione della massa, superiore di circa 200 kg rispetto a quella delle versioni con motore termico.
L'unità elettrica da 85 kW (circa 114 cv) è alimentata da un pacco composto da 180 elementi agli ioni di litio per totale di 26,5 kWh e spinge questa Golf a 135 all'ora, assicurando accelerazioni da fermo sino a 100 orari in 11,8 sec a fronte di un'autonomia di 150 chilometri. Più che per il comportamento equilibrato, il confort avvantaggiato sia dalla linearità delle incisive progressioni sia dall'estrema silenziosità di marcia (che sta imponendo a chi si cimenta con le auto elettriche anche la definizione di sinfonie virtuali per renderne percepibile la presenza) e la valida forma atletica, questa Golf sorprende con le inedite soluzioni destinate ad avvantaggiare la fruibilità generale e lo stato di salute degli accumulatori.
Così insieme a un sistema di "rifornimento" da rete fissa che si effettua con una presa sistemata dietro il logo Vw sulla calandra e che prevede tre modalità – dall'utenza domestica in 7 ore, da quella industriale in 3 ore e mezzo e Quick in 20 minuti per un refuel del 50% – spuntano parzializzatori della potenza disponibile in funzione dell'impiego – Range+ limita l'erogazione a 50 kW, Normal l'assesta a 65 kW e Confort offre gli 85 kW – e la logica B, ovvero Brake.
Innestabile spostando la leva del cambio – simile a quella di un automatico anche se in realtà è naturalmente un monomarcia – nella specifica posizione oppure con i paddles al volante (si utilizza il sinistro per step che spaziano da 1 a 3, mentre con il destro si ristabilisce la modalità standard) modula l'intensità e la velocità del recupero dell'energia in frenata per rigenerare gli accumulatori.
Un sistema interessante che impone solo un rapido apprendistato per essere sfruttato al meglio poiché bisogna imparare a individuare quando ci si deve fermare, per raggiungere il duplice obiettivo di non sprecare energia già presente nelle batterie e di massimizzare il recupero di quella generata dalla decelereazione.