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22 maggio 2010

Accordo fatto sul piano di ristrutturazione Opel

dal nostro corrispondente Beda Romano
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FRANCOFORTE - General Motors ha annunciato ieri di avere trovato finalmente un accordo con i dipendenti di Opel per un programma di tagli occupazionali e riduzioni salariali. Il piano è un tassello cruciale di un ambizioso piano di ristrutturazione che prevede anche garanzie creditizie pubbliche ancora oggetto di negoziati.

L'intesa prevede risparmi per circa 265 milioni di euro su base annua. I sindacati hanno accettato di non ricevere alcuni pagamenti una tantum, di rinviare un aumento salariale del 2,7% e di ridurre bonus natalizi del 50% per un periodo di due anni. Le concessioni sono condizionate a un programma di investimenti in nuovi modelli e a una partecipazione futura agli utili.

«Abbiamo compiuto un passo importante nella direzione di creare un futuro sostenibile a lungo termine», ha detto ieri Nick Reilly, il presidente di Opel. L'accordo, che prevede fino a 8.300 esuberi su un totale di 50mila persone, è stato annunciato ieri dopo mesi di difficili trattative. In ballo c'è anche la vendita della fabbrica di Anversa: 17 investitori sono interessati.

«I dipendenti hanno dimostrato che sono pronti a contribuire al futuro della società - ha affermato Klaus Franz, il rappresentante sindacale nella filiale europea di General Motors -, quando in cambio di sacrifici ricevono promesse occupazionali. In questo modo, i prerequisiti per le garanzie governative sono assicurate».

Per mesi nel corso del 2009 General Motors ha valutato se vendere Opel, una società in crisi ormai da diversi anni. La casa automobilistica ha poi deciso di conservarla, anche perché molto presente non solo in Europa ma anche in Brasile e in Cina, due mercati in forte crescita. Il piano di ristrutturazione presentato in febbraio prevede costi per 3,7 miliardi di euro.

La società americana ha deciso che metterà a disposizione 1,9 miliardi di euro. Il resto dovrebbe provenire dai paesi che ospitano stabilimenti Opel in Europa. La settimana prossima si riunirà in Germania un comitato tecnico che dovrebbe dare un parere alle autorità politiche sull'opportunità o meno di dare garanzie creditizie.
Nei giorni scorsi, molti politici si sono chiesti se l'azienda americana abbia veramente bisogno di soldi per ristrutturare Opel, visto che nel primo trimestre General Motors ha registrato utili per 865 milioni di dollari. Le attività europee del gruppo hanno invece messo a segno una perdita di 506 milioni di dollari, in calo dagli 814 milioni persi del trimestre precedente.

Mentre il governo inglese ha già promesso garanzie per 300 milioni di euro, l'establishment politico in Germania appare sempre combattuto tra il desiderio di evitare nuovi esborsi finanziari in un momento di crescente indebitamento pubblico e la sensazione di non poter ignorare le pressioni dei potenti sindacati del settore metalmeccanico.

Il ministro dell'Economia, il liberale Rainer Brüderle, ha spiegato nei giorni scorsi che «lo stato non può correre mattina e sera con l'estintore in mano» per spegnere gli incendi e dare in continuazione liquidità alle aziende in difficoltà. L'obiettivo del piano di ristrutturazione di Opel è di ridurre la capacità produttiva del 20%.

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