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10 marzo 2010

La crescita delle vendite in Cina salva il 2009 della Volkswagen

Nel quarto trimestre con utili in calo del 73% a 257 milioni di euro. Con Suzuki punta alla leadership mondiale. Nessun interesse per Alfa Romeo
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Volkswagen chiude il quarto trimestre con utili in calo del 73% a 257 milioni di euro. I ricavi hanno segnato una contrazione dell'1,2% a 28,03 miliardi. Il costruttore ha inoltre comunicato che nei primi due mesi del 2010 le vendite a livello di gruppo sono cresciute del 27% a 1,02 milioni, mentre le vendite del marchio Volkswagen sono aumentate del 29%.
L'anno scorso la casa tedesca ha registrato un utile operativo di 1,85 miliardi (-71% rispetto al 2008) e un utile netto di 911 milioni (-81%) su un fatturato in calo del 7,6% a 105,19 miliardi.

Le vendite si sono mantenute quasi stabili (-0,6%) a 6,3 milioni di unità in un mercato scivolato di oltre il 6% con una quota a livello globale cresciuta all'11,3% (10,3% nel 2008) grazie in particolare alla forte crescita in Cina, esclusa la quale le vendite risultano in calo del 6,1%. Il buon risultato operativo, spiega l'azienda, è stato raggiunto grazie alla riduzione dei costi fissi, al miglioramento dei costi di produzione, ai risparmi negli acquisti e ai miglioramenti della produttività, area in cui il Gruppo ha risparmiato 1 miliardo di euro.

In dettaglio, il gruppo ha registrato un progresso delle vendite di auto del 36,7% in Cina a 1,4 milioni, del 17,6% in Germania a 1,2 milioni e del 9,4% in Brasile a 697.300, mentre negli Usa ha segnato un calo del 5,3% a 298mila. L'anno scorso il costruttore tedesco ha lanciato 75 nuovi modelli (inclusi restyling e facelifting).
All'assemblea generale degli azionisti sarà proposto un dividendo pari a 1,60 euro (1,93 euro nel 2008) per le azioni ordinarie e a 1,66 (1,99) per le privilegiate. Da segnalare, inoltre, la buona posizione di liquidità del gruppo, pari a 10,6 miliardi nel settore automotive. La cifra include i 3,9 miliardi per il previsto acquisto del 49,9% della Porsche.

Per il 2018 la casa di Wolfsburg, a cui fanno capo i marchi Vw, Audi, Skoda, Seat, Bentley, Lamborghini, Skoda, Seat e i veicoli commerciali, punta a diventare numero uno dell'industria dell'auto per qualità e soddisfazione del cliente e a ridurre ulteriormente i costi e gli investimenti, oltre che conquistare la leadership mondiale anche nelle auto elettriche ed ibride. E qui si farà duro lo scontro con Renault, tra proclami di marketing e tecnolgie che ancora mancano.

Le vendite della galassia Vw

A gennaio e febbraio di quest'anno, le vendite dei nove marchi Vw, compreso Audi ed esclusa la divisione autocarri Scania, sono ammontate in totale a 1,02 milioni di veicoli con un incremento di oltre il 20% nel mercato globale. «Non abbiamo intenzione di rallentare nel 2010» afferma il numero uno del gruppo Martin Winterkorn nel testo preparato per l'annuale conferenza stampa e citato dall'agenzia Bloomberg. La casa tedesca scommette su una ulteriore crescita delle vendite e si aspetta di superare quest'anno il record di 6,29 milioni di auto vendute nel 2009.

2009, anno nero dell'auto

«Il 2009 è stato un vero e proprio esame per l'intera industria dell'auto.
Volkswagen non solo l'ha superato, ma ha dimostrato la sua forza e ha padroneggiato la crisi molto meglio dei suoi rivali», ha aggiunto Winterkorn, per il quale «la forza del nostro gruppo multibrand (nove le marche, esclusa Porsche) il nostro expertise tecnologico e la nostra solida posizione finanziaria ci hanno sostenuto sensibilmente nel 2009 malgrado il calo del mercato globale».

«Anche in questo contesto - ha dichiarato oggi Hans Dieter Potsch, direttore finanziario del Gruppo - difficile siamo stati capaci di generare un utile operativo di 1,9 miliardi di euro e di aumentare la liquidità netta per la divisione auto motive a 10,6 miliardi di euro». Per il 2010 il Gruppo si attende una crescita nelle consegne, nel fatturato e nei profitti operativi:
«Abbiamo impostato un'andatura veloce - ha detto Martin Winterkorn - e non abbiamo intenzione di rallentare nel 2010». Nel 2009 le vendite dei marchi che fanno capo al Gruppo (8, in quanto non comprendono Porsche ed il recente partner Suzuki) hanno raggiunto i 6,3 milioni di unità, lo 0,6% in più a fronte di una riduzione dei mercati globali del 6%.

«Alfa Romeo e Termini non ci interessano»

«Sono un fan di Alfa Romeo ma il gruppo Volkswagen ha marchi a sufficienza". Così Martin Winterkorn, presidente del consiglio di gestione della casa tedesca, che a margine della conferenza di bilancio a Wolfsburg, alla domanda se il costruttore tedesco non voglia quindi rilevare altri marchi, ha aggiunto: «Non ho detto questo. Siamo aperti a marchi interessanti».

Sul fatto se Alfa Romeo sia ancora un modello per la Seat, la controllata spagnola di Vw, Winterkorn ha osservato che i volumi di Seat (400mila unità) sono molto superiori a quelli di Alfa (circa 120mila unità) e che la casa del Biscione quest'anno compie 100 anni, mentre Seat «ha solo 30-40 anni».
Winterkorn ha inoltre escluso interesse per l'impianto di Termini Imerese della Fiat anche nell'ipotesi che il Governo possa contribuire con incentivi alla creazione di un polo dell'auto elettrica.


L'alleanza con Suzuki
«Già dalla prossima settimana sarà operativo a Wolfsburg il team composto da ingegneri Volkswagen e Suzuki per sviluppare i nuovi prodotti, in particolar modo nel settore delle micro-car» ha detto Martin Winterkorn parlando dell'alleanza con il nuovo partner giapponese che rappresenterà «un vero balzo in avanti nelle strategie del Gruppo, non solo nell'ambito dei modelli di piccole dimensioni ma anche nell'espansione nei mercati asiatici emergenti». Questa partnership sarà determinante per il programma 'Strategy 2018' che prevede l'espansione dei marchi del portfolio Volkswagen e un ulteriore rafforzamento della sua presenza globale. L'obiettivo è anche quello di essere il costruttore numero uno nell'industria dell'auto in termini di qualità, soddisfazione del cliente ed essere fortemente attrattivo come datore di lavoro. Sulla Carta, con Suzuki, il colosso di Wolfsburg avrebbe già superato Toyota come primo costruttore del mondo Il Gruppo Volkswagen ha precisato anche che implementerà le ricerche, con un'attenzione particolare per le motorizzazioni eco-friendly e, progressivamente, anche quelle relative ai veicoli elettrici. Altro campo di miglioramento illustrato da Volkswagen è quello dei 'Modular Toolkits' destinati a ridurre in futuro del 20% i costi di costruzione degli impianti e quelli di fabbricazione e di abbattere del 30% l'indice Ehpv (Engineered hours per vehicle). A medio termine grazie alla 'Strategy 2018' il Gruppo prevede di generare un risultato ante oneri finanziari (EBIT) di almeno il 5%, escludendo il completamento dell'integrazione della Porsche programmato per il 2011. L'obiettivo - precisa Volkswagen - è di «salire a medio termine ad 8 milioni di unità vendute ogni anno e nel 2018 a 10. L'utile sulle vendite prima delle tasse potrebbe superare l'8%». Nel 2009 il Gruppo Volkswagen ha investito circa 5,8 miliardi di euro nella sua divisione automotive, principalmente per creare nuove unità produttive in India, Russia e Stati Uniti, oltre che per sviluppare i nuovi modelli come la Volkswagen Polo, l'Audi A1 ed il pick up Amarok per la Volkswagen Veicoli Commerciali.

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