GINEVRA - L'alleanza tra Peugeot e Mitsubishi non verrà cementata da uno scambio di azioni. Lo hanno annunciato ieri le due case automobilistiche. «Philippe Varin, presidente di Psa Peugeot Citroën, e Osamu Masuko, numero uno di Mitsubishi Motors, si sono incontrati a Ginevra – recita il comunicato congiunto – e hanno deciso che nelle attuali circostanze non ci sono le condizioni di un'alleanza di capitale». Varin, che il giorno prima aveva detto ai giornalisti che non c'erano novità sui negoziati, è stato preso in contropiede dalle dichiarazioni rilasciate da Masuko a La Tribune. Ieri ha spiegato a denti stretti che mancano due delle condizioni per avviare uno scambio azionario: che crei valore per i soci di Psa e che non ne metta a rischio la solidità economico-finanziaria. «In termini di debiti e di capacità di indebitamento, la nostra priorità deve essere di conservare la solidità finanziaria» ha detto il manager. Un portavoce di Mitsubishi ha lasciato la porta aperta a una possibile riapertura del dossier «una volta che le prospettive del settore auto saranno più chiare». Le due case collaborano già su vari progetti: Mitsubishi, in particolare, produce per il gruppo francese sia un Suv che l'auto elettrica in arrivo sul mercato nel 2010. I negoziati per un approfondimento della relazione erano stati resi pubblici ai primi di dicembre; allora si era parlato di un ingresso di Psa in Mitsubishi tramite un aumento di capitale riservato. Secondo la stampa francese le discussioni si sono incagliate sul valore relativo delle due aziende; ieri mattina la capitalizzazione di Mitsubishi era di 6,05 miliardi di euro contro i 4,7 di Peugeot (in termini di attività il gruppo francese è molto più grande). Da quando i negoziati sono stati annunciati, le azioni Psa hanno perso il 15% a fronte di un rialzo del 9% per Mitsubishi; come se non bastasse l'euro si è deprezzato del 9% rispetto allo yen. Mitsubishi Motors è tornata in nero nel trimestre ottobre-dicembre 2009 (terzo dell'anno fiscale) e Masuko ha promesso per i tre mesi a fine marzo un risultato «nettamente migliore». Nonostante la presa di partecipazioni sia saltata, resta secondo Varin l'obiettivo di approfondire la cooperazione. Per esempio nel sud-est asiatico, dove Mitsubishi ha una presenza solida; oppure su un veicolo di piccole dimensioni da vendere con i tre marchi. L'ingresso di Psa in Mitsubishi sarebbe stato il terzo caso di alleanza forte euro-nipponica dopo Renault-Nissan (legate da oltre 10 anni da una partecipazione incrociata) e il recente acquisto del 20% di Suzuki da parte di Volkswagen. A proposito di alleanze Carlos Ghosn, patron di Renault e Nissan, ha commentato ieri al Salone che il loro numero è destinato ad aumentare nonostante l'esito non brillante della maggior parte di esse: «L'obiettivo di tutti è guadagnare dimensioni, condividere investimenti e tecnologie. Quindi vedremo più cooperazioni». La stessa Renault, che sta valutando cessioni di asset non strategici per ridurre l'indebitamento, pensa all'ipotesi di un'alleanza con Mercedes; ma Ghosn ha detto ai giornalisti che «non avete idea del numero di aziende con cui stiamo negoziando intese di ogni tipo».