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Renault chiude il 2009 con una perdita di 3miliardi di euro (Imagoeconomica)
11 febbraio 2010

Renault chiude il 2009 con una perdita di 3miliardi di euro

dall'inviato Andrea Malan
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PARIGI - Renault non fa meglio della concorrente francese Peugeot: chiude il 2009 con un passivo netto di oltre 3 miliardi di euro - legato anche alle perdite dell'alleata giapponese Nissan e di AvtoVaz - e un rosso operativo che sfiora il miliardo di euro (-955 milioni). Come era accaduto ieri alla rivale, anche oggi la Borsa non ha apprezzato i conti e soprattutto la prudenza di Carlos Ghosn nelle previsioni sul 2010: il titolo Renault a mezzogiorno perdeva il 5% a Parigi.
L'azienda francese è riuscita nel 2009 a ridurre i debiti grazie al contenimento dei costi (compreso un taglio del 33% degli investimenti) e all'effetto di riduzione delle scorte causato dalla ripresa del mercato europeo, trainata a sua volta dagli incentivi alla rottamazione. Il fatturato è tuttavia calato del 10,8% a 33,7 miliardi di euro. Il risultato della divisione auto si è avvicinato al pareggio nella seconda metà dell'anno, dopo i circa 800 milioni di passivo nel primo semestre.
Le prospettive per l'anno appena iniziato non sono incoraggianti: Renault prevede per il mercato europeo una contrazione del 10% e punta sul rinnovo della gamma di prodotto per cercare di guadagnare quote di mercato. Il numero uno Ghosn non ha voluto fornire obiettivi finanziari per l'anno appena iniziato, limitandosi a dire che anche nel 2010 Renault punterà a ottenere un free cash flow positivo, per ridurre i debiti; questi ultimi, a poco meno di 6 miliardi di euro a fine 2009, "restano ancora troppo elevati: l'obiettivo è di riportarli a 3 miliardi" ha detto Ghosn. La situazione finanziaria resta comunque sostenuta da un cuscino di 9,5 miliardi di liquidità, che per 3 miliardi derivano dal prestito concesso dallo stato francese all'inizio del 2009.
Per far fronte al calo del mercato europeo, Renault punta a massimizzare le sinergie con l'alleata Nissan, aggiungendo un altro miliardo di euro agli 1,5 (tra i due partner) ottenuti nel 2009; punta inoltre a crescere in alcuni mercati emergenti ad alto potenziale, come la Russia e l'India. Il 2011 sarà l'anno della scommessa sull'auto elettrica, di cui è prevista la commercializzazione "in massa"; per la gamma di veicoli a zero emissioni è previsto nel solo 2010 un investimento di 400 milioni di euro.

«Investire nell'auto elettrica in Italia? Lei mi sta dando uno scoop: noi non ne sappiamo nulla!»
Carlos Ghosn, numero uno di Renault, raffredda così le speranze su un possibile coinvolgimento della casa francese nel progetto di riconversione dell'impianto di Termini Imerese.

Ma nella conferenza stampa sui risultati finanziari 2009 del gruppo, il manager lascia aperto un piccolo spiraglio:«Siamo molto aperti a possibili cooperazioni, e abbiamo tutto l'interesse a che la vettura elettrica si diffonda il più possibile». Renault e la sua alleata Nissan sono in effetti tra i costruttori che più scommettono sul nuovo tipo di motori puliti: solo nel 2010 Renault investirà 400 milioni di euro. Il direttore generale della marca francese, Patrick Pélata, chiarisce sul potenziale dossier italiano che "per ora non abbiamo ricevuto alcun tipo di proposta, e bisogna avere una proposta per poter decidere».

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