Fiat negli Usa Previsioni e strategie per i marchi sportivi
A fine anno la "500" arriverà negli USA nelle concessionarie Chrysler. Ma quali sono i programmi oltreoceano per Alfa Romeo e gli altri marchi sportivi del Gruppo? Il 21 aprile il piano industriale
Se futuro di Chrysler (e dei marchi collegati Jeep, Ram e Dodge) è già stato svelato con una raffica di nuovi modelli, le strategie del gruppo Fiat negli Stati Uniti non sono ancora ufficiali. Al momento l'unica certezza riguarda, a fine anno, il debutto della Fiat 500 col motore 1.4 Multiair che sarà costruita in Messico. Sergio Marchionne, l'amministratore delegato di Fiat S.p.A. che controlla anche Chrysler, ha fatto sapere che "con molta probabilità potremo vedere il marchio Alfa Romeo sul mercato nord-americano entro i prossimi 24 mesi". Saranno la MiTo, sul mercato dal 2008 e la nuovissima Giulietta i due modelli con cui il gruppo torinese intende conquistare quote di mercato negli Stati Uniti? Quasi sicuramente no: la rete vendita Chrysler non ha per ora la competenza tecnica necessaria per l'assistenza post-vendita di vetture del gruppo Fiat. E poi, per avere successo negli USA ci vorrebbe almeno una bella spider. Per ora l'unico frutto della collaborazione tra Fiat e al sua controllata Chrysler si è visto al recente salone dell'auto di Detroit. Si è trattato, semplicemente, di una Lancia Delta con il marchio Chrysler. Ma Marchionne ha detto che le reazioni del pubblico sono state ottime. Quanto alla Fiat 500 elettrica, anch'essa portata a Detroit, restano i problemi legati all'eccessivo costo che avrebbe una vettura così concepita.
Di sicuro la Delta-Chrysler è solo il primo test, cui seguirà una serie di modelli sviluppati su autotelai comuni e che sfrutteranno le stesse piattaforme produttive. Molto presto anche la Jeep, leggendario marchio fuoristrada, potrebbe lanciare un modello compatto sul pianale della nuova Alfa Romeo Giulietta che è già pronta per ospitare la trazione integrale. Modularità e sinergie produttive, dunque, sono i punti cardine su cui si è fondata l'acquisizione di Chrysler da parte di Fiat. Quindi non è da escludere che – negli stessi stabilimenti canadesi dove oggi si producono modelli Dodge e Chrysler - possa vedere la luce pure una nuova Alfa Romeo, anche se non è ancora dato sapere quale. Qualche illazione con un minimo di fondamento la si potrà fare il 21 aprile, quando Fiat presenterà agli analisti il piano industriale per i prossimi 5 anni. In quella occasione saranno illustrati gli impegni economici e le aspettative del gruppo torinese oltre a essere annunciati nuovi modelli in programma. Intanto un articolo sul Wall Street Journal di oggi riporta le considerazioni di alcuni analisti secondo cui "Fiat non sarà in grado di effettuare gli investimenti necessari in Alfa per far sì che il marchio possa diventare un serio rivale di Bmw e Volkswagen". E aggiunge che – affinché l'Alfa torni profittevole - dovrebbe abbandonare il proprio status di marchio premium e posizionarsi per un pubblico più di massa.
In Fiat non commentano ufficialmente questa visione degli analisti. Si limitano a fare notare che ognuno è libero di sviluppare la sua strategia, fermo restando che sono state più le volte in cui le previsioni degli esperti si sono rivelate errate piuttosto che le volte in cui hanno predetto correttamente il futuro. Adesso in Fiat c'è un partner che 12 mesi fa non c'era. Il management di Alfa Romeo è stato rinnovato di recente. E se Marchionne ha detto che entro due anni l'Alfa Romeo tornerà negli USA c'è da credere che l'affermazione si basi su convinzioni precise. A quel punto si potrà anche parlare del marchio Abarth: l'incarnazione più sportiva dei modelli Fiat, che anche negli USA esercita un forte appeal. Il marchio dello scorpione (dal segno zodiacale del suo fondatore, Karl Abarth) incarna la recente filosofia "downisizing" che vede motori di cilindrate più contenute ma caratterizzati comunque da brillanti prestazioni. Proprio questa fu la chiave del successo di Abarth che, originariamente, si cimentò nella preparazione di auto utilitarie di piccola cilindrata ma che riuscivano a gareggiare con ottimi risultati e a costi contenuti rispetto ad auto più costose e potenti. Dunque, a fianco della economica Fiat "500" 1.4 Multiair, la clientela statunitense più sportiva – anche lei alle prese prese con la crisi economica – potrebbe trovare interessante anche una 500 in versione Abarth dalle prestazioni decisamente più spinte.
Al salone di Detroit, nello stesso stand Chrysler, a fianco ai modelli Dodge e Jeep, si sono viste anche l'esclusiva supersportiva Ferrari 599XX (solo 20 esemplari prodotti al mondo) e una Maserati Granturismo Convertibile. "L'esposizione di una vettura di Maranello allo stand Chrysler", spiegano in Ferrari, "è stato un tributo all'accordo siglato tra Fiat e la Casa americana, ma nulla di più. Ferrari è presente negli Stati Uniti da sempre e il suo livello di prestazioni, tecnologia e prezzo non fa pensare a sinergie di alcun tipo, come invece accadrà con le piattaforme Fiat, Lancia e Alfa Romeo".
Per Ferrari flessione delle consegne nel 2009 ma ha fatto meglio del mercato Per le Ferrari gli Stati Uniti si confermano il mercato più importante, come è stato confermato dai risultati 2009 approvati oggi dal consiglio di amministrazione, dai quale emerge una flessione del 5% delle vetture consegnate, a 6.250, che si confronta con il -35% dell'intero settore delle sportive di lusso. La forte contrazione dei mercati ha fatto sì che le "rosse" siano cresciute mediamente del 10% su tutti i mercati mondiali confermando la leadership tra le auto sportive.
L'esame dei risultati per aree geografiche conferma la crescita sui mercati emergenti e una leggera flessione su quelli più maturi. Gli USA restano il mercato più importate con 1.467 vetture consegnate (pur se con 200 unità in meno rispetto al 2008). Il Medio Oriente (471 unità) si è distinto con un aumento del 29%. La Regione Asia-Pacifico (1.117 unità) è cresciuta del 3%. La Cina conferma il suo potenziale con 206 vetture mentre il Giappone è stabile: si conferma nei primi 5 paesi al mondo con l'8% delle consegne totali. Da notare che le maggiori soddisfazioni sono arrivate dalla "California": riedizione di un modello leggendario e di forti tradizione che ha portato alla casa di Maranello il 60% di nuovi clienti ferraristi per la prima volta. Quanto al tema della riduzione delle emissioni inquinanti e dei consumi di carburante, Ferrari presenterà a Ginevra una concept car con motore ibrido di possibile fabbricazione, comunque non prima del 2012. Il prototipo sarà presentato su carrozzeria 599 Gtb, ma non sarà questo il modello interessato alla futura motorizzazione.