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26 gennaio 2010

Summa, ecco l'auto hi-tech ma low cost di Quattroruote

Concepita dalla redazione di Quattroruote, è lo studio di un'auto avveniristica per tutti i giorni. Si potrebbe realizzare già oggi con tecnologie esistenti e a costi contenuti
di Marcello Lo Vetere
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Il Direttore di Quattroruote, Mauro Tedeschini, lo ha chiarito subito, in occasione della presentazione. "Noi non costruiamo auto. Però, lo studio della nostra "Summa tecnologica" suggerisce un'idea realizzabile, con soluzioni che esistono già e con fornitori pronti ad agire".
Dunque, se solo un costruttore si facesse avanti, quello che oggi è un disegno si potrebbe industrializzare in tempi brevissimi. E' quasi un piccolo suv, pratico e sportivo, ed esteticamente molto gradevole. Buono per quattro occupanti è lungo poco più di quattro metri e ogni elemento (dalla carrozzeria ai dispositivi dell'abitacolo), è bell'è pronto per poter dare vita a questa nuova vettura. Non si tratta di un capriccio di un design che vuole osare in tempi di crisi. Ma di una risposta ad esigenze precise: riduzione dei pesi, dei consumi, dei costi di produzione e del costo d'acquisto.

Costerebbe tra i 15 e i 20mila euro e offrirebbe livelli di sicurezza paragonabili a quelle di auto molto più costose. Per il progetto "Summa", la redazione di Quattroruote che ha coinvolto MID e Babolab: un polo creativo di ricerca di strategia, design e ricerca dei materiali con sede a Milano. Al progetto hanno collaborato società come Triom (fari), Gruppo Maip (polimeri), Tarox (freni), Sparco (sedili), Nardi (volante), MTA Digitek (strumentazione), Pirelli BroadBand Solutions (elettronica), Centro Inox (telaio), Lanxess (strutture plastiche).
Al posto della tradizionale monoscocca di lamiera, l'ossatura della "Summa" verte su una gabbia di acciaio inossidabile che sostiene una carrozzeria in ASA. Si tratta di un polimero sviluppato dalla Inteco molto più efficace delle plastiche del passato, che ha ottime caratteristiche di resistenza ed ecocompatibilità. Colorato "in massa" non ha più nemmeno bisogno di un carrozziere per un ritocco alla vernice. Infatti, in caso di abrasioni o graffi, queste risulterebbero praticamente invisibili, almeno dal punto di vista estetico. Vetri laterali, lunotto e tetto sono in policarbonato: materiale più leggero del 30% rispetto al vetro.

Il motore potrebbe essere 4 cilindri turbo a benzina da circa 130 CV, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione. Il coperchio che riveste il propulsore è in termoplastica nanocomposita (molto leggera) e dotato di comodi sportelli per il rabbocco dei vari liquidi. Lo schema delle sospensioni punta su un collaudato sistema MaCPherson mentre i freni (Tarox) impiegano - al posto dei dischi tradizionali - un gruppo simile alle frizioni multi disco capace di trattenere le polveri generate dal materiale d'attrito, solitamente disperse nell'atmosfera.
L'abitacolo vanta strumentazione moderna e ben visibile. Ma soprattutto interni "cuciti" addosso con volante e cockpit che si muovono solidamente per garantire al guidatore la visibilità ideale. Innovativi anche i rivestimenti in materiale atermico che riduce il surriscaldamento durante le soste al sole (quindi il fabbisogno energetico per rinfrescare l'abitacolo); i sedili utilizzano una scocca di materiale plastico, leggero e riciclabile, e un'imbottitura realizzata con una struttura a rete tridimensionale che favorisce la traspirazione del corpo.
La chiave d'accensione incorpora collegamento Internet ad alta velocità. Inoltre il sistema prevede il riconoscimento dell'impronta digitale e offre la possibilità d'impostare parametri personalizzati: per esempio permette di limitare la velocità massima raggiungibile dall'auto (utile quando si affida la vettura, ad esempio, a un figlio neopatentato).

Tutto questo, secondo la redazione del mensile Quattroruote, si potrebbe ottenere subito se i costruttori abbandonassero i loro atteggiamenti conservatori e non guardassero agli elementi di novità come a fattori di rischio. Del resto tante cose sono cambiate dall'anno scorso: la Cina è diventato il primo mercato al mondo; la Hunday sta crescedo oltre ogni aspettativa, la Volkswagen si è comprata il 20% di Suzuki e chissà quali altre alleanze saranno siglate e si scioglieranno senza apparenti segnali premonitori. Insomma, con la "Summa" non è necessario che "Tutto cambi… affinché ogni cosa resti com'è". Basterebbe cambiare solo un pochino… affinché qualcosa cambi davvero.

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