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19 gennaio 2010

Giugiaro contratto da mezzo miliardo di dollari con Hk per le cinesi d'America

dall'inviato Andrea Malan
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Montgomery - Giugiaro sigla oggi un contratto da "oltre 500 milioni di dollari" per la progettazione e l'ingegnerizzazione di un'intera gamma di vetture per la HK Motors, una nuova azienda americana ma con capitali cinesi che intende costruire entro il 2013 un impianto per produrre 300mila auto negli Usa. La firma ufficiale del contratto avverrà in Alabama in una cerimonia alle 18 ora italiana alla presenza del Governatore dello Stato americano, Bob Riley.
I programmi della HK Motors sono estremamente ambiziosi, e il progetto in Alabama è solo l'inizio. La prima fase prevede la costruzione di una fabbrica a Baldwin County, in Alabama, con un investimento complessivo di 1,53 miliardi di dollari per una capacità produttiva di 300mila auto; la capacità dovrebbe poi salire nei piani a 1 milione di veicoli entro il 2018, con un investimento complessivo previsto di 4,3 miliardi. L'impianto, a pochi chilometri dalla costa atlantica, è stato collocato per facilitare al massimo la logistica in arrivo (dei componenti) e in uscita delle vetture finite. La fabbrica in Alabama è solo una delle sei - tre negli Usa e tre in Cina - che l'azienda vuol costruire. Il secondo impianto americano sarà in Georgia, il terzo in una località da definire. L'investimento complessivo dovrebbe raggiungere i 20 miliardi di dollari.
Del tutto inusuali sono anche le modalità di finaziamento dell'operazione: come spiega Charles Huang, vicepresidente della società, i fondi per il progetto Alabama verranno raccolti in Cina da una società di Hong Kong, sfruttando la normativa americana sui visti. Gli Stati Uniti concedono infatti con il visto EB5 una green card (per la successiva acquisizione di una cittadinanza) a chi investe nel Paese 500mila dollari creando 10 posti di lavoro. Hk Motors conta così di raccogliere fino a 7,8 miliardi di dollari da oltre 15mila persone. La società stessa sarà in una prima fase sono il gestore dell'investimento, i cui proprietari saranno gli investitori cinesi. Dopo 5 anni questi ultimi avranno la possibiltà di scambiare le loro quote in azioni della HK Motors. Per quanto riguarda gli investimenti successivi, afferma il CEO Chuantao Wang, "HK Motors potrà raccogliere fondi sul mercato dei capitali". Per quanto riguarda la parte cinese, sono in corso le trattative per l'acquisto di tre società quotate che faranno da veicoli per gli investimenti.
Dell'esborso complessivo previsto per l'Alabama, oltre 500 milioni di dollari andranno a Giugiaro che avrà la responsabilità di gestire l'intera fase di design, sviluppo e ingegnerizzazione delle vetture. "Un po' come facemmo nei primi anni 70 per la Hyundai" ha ricordato Giorgetto Giugiaro. Il lavoro compiuto allora sulla Pony della casa coreana fu, insieme a quello sull'Alfasud e quello sulla prima Volkswagen Golf, uno di quelli che lanciarono il designer piemontese sulla scena internazionale. L'operazione è qui ancora più ambiziosa, in quanto riguarda la progettazione completa di un'intera gamma di veicoli di cui tre berline di dimensioni medio-grandi, un SUV, un CUV (un SUV di dimensioni medio-piccole), un minivan; per la società italiana si tratta in effetti del "il maggiore contratto mai firmato" e "avrà nell'arco dei prossimi 4 anni un impatto consistente anche sull'indotto dell'area torinese" afferma Fabrizio Giugiaro, vicepresidente della società italiana. La ricerca e lo sviluppo sui motori sono stati affidati per 250 milioni di dollari, in parallelo rispetto al lavoro di Giugiaro, alla tedesca Fev di Aachen.
Il fondatore e presidente della HK Motors, Yung Yeung, è stato negli anni 90 anche il creatore della Brilliance, casa automobilistica che fu la prima società cinese a quotarsi a Wall Street nel 2002 (per la Brilliance, Giugiaro aveva all'epoca disegnato la Zhonghua). HK sta per Hybrid Kinetic Motors: l'intenzione dell'azienda è infatti dotare i suoi modelli (produrrà anche veicoli commerciali) di propulsori ibridi con un motore a combustione, alimentabile a metano o a benzina, e uno elettrico. Anche le strategia di marketing sono innovative, e prevedono per esempio di fornire gratuitamente il metano fino a una percorrenza di 50mila miglia; poiché negli Usa, come da noi, la rete di distribuzione del metano è poco sviluppata, l'idea è di fornire un compressore per poter rifornire le vetture dalla rete domestica dei singoli utenti.
Di fronte a piani così ambiziosi, la domanda fondamentale è: c'è spazio sul mercato per un nuovo concorrente proprio in un momento di crisi? Huang afferma che HK Motors vuol competere solo nel segmento delle auto ibride, che - cita - secondo la Deloitte raggiungerà nel 2020 un terzo delle vendite mondiali. Giugiaro ricorda dal canto suo che anche la Hyundai, negli anni 70, parti da zero ed è ora arrivata ai primi posti della classifica mondiale.

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