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10 gennaio 2010

I motori Fiat Multiair alla conquista degli Usa e dei Suv

di Mario Cianflone
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I motori Fiat partono alla conquista degli Usa, con uno sbarco in grande stile al salone dell'auto di Detroit che aprirà i battenti domani in anteprima per la stampa. Fiore all'occhiello sarà la tecnologia Multiair, un brevetto Fiat che ha rappresentato una delle carte vincenti nel convincere la Casa Bianca ad affidare al Lingotto il rilancio della Chrysler.
Si tratta di un sistema di gestione tecnica di gestione dell'apertura delle valvole che consente di abbinare maggiori prestazioni (rispetto a un motore convenzionale la potenza aumenta del 10%, la coppia del 15%) a un deciso taglio della CO2 (dal 10 al 25%) e delle altre emissioni inquinanti (-40% idrocarburi incombusti e ossido di carbonio, -60% gli ossidi di azoto). Il MultiAir è concorrente del sistema Valvetronic di Bmw che dai raffinati motori plurifrazionati della casa bavarese adesso è anche nei piccoli propulsori a benzina, che concepiti congiuntamente da Peugeot-Citroën e dalla Bmw, equipaggiano modelli come la nuova C3 o la Mini.
Al salone Naias 2010 Per la prima volta gli americani potranno ammirare dal vivo la tecnologia di Torino applicata alle vetture Chrysler e in particolare alle Jeep, ovvero il brand icona di quei suv e fuoristrada che sono al centro della campagna americana lanciata da Marchionne. Con il MultiAir, che è applicabile anche ai Diesel cosi come ai ciclo otto di grande cubatura, Fiat ha la tecnologia giusta per ridurre le emissioni dei propulsori destinati a muovere vetture di elevata massa come gli Sport Utility di Jeep. E così i suv non saranno più brutti, sporchi e cattivi. Anzi, c'è da scommettere che tra un po' diventeranno cool anche negli ambienti più eco trendy.
Il MultiAir potrà anche essere nelle estate dei motori che muovono grosse berline/wagon a stelle e strisce come la Chrysler 300C. Quest'ultima potrebbe dare anche la base per la futura Thesis, se mai ci sarà visto il flop della prima serie e le perplessità che suscita l'idea di realizzare una lancia a trazione posteriore con una piattaforma che, a sua volta, ha un Dna Mercedes.
L'esempio più eclatante è rappresentato dal quattro cilindri a benzina di 2.4 litri (praticamente una bassa cilindrata negli Usa!) di origine Chrysler, che con la tecnologia MultiAir è comunque in grado di generare una potenza di 190 CV e una coppia di 237 Nm a 4.200 giri. Anche la Fiat 500 americana, che rispetto alla versione Europa dovrà essere profondamente modificata per poter essere omologato negli Stati Uniti e rispettare le normativa di sicurezza monterà il motore 1.400 quattro cilindri Fire con tecnologia MultiAir. Il propulsore sarà costruito nello stabilimento Gema, in Michigan.

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