«Il cuore del problema è Termini Imerese». Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, e il ministro delle Attività Produttive concordano nel ritenere fondamentale la questione del futuro dello stabilimento siciliano. Nel corso dell'incontro con l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne, Epifani ha chiesto suluzioni praticabili per Termini, «perchè se si perde un centro produttivo del Mezzogiorno difficilmente si può sostituire». Secondo il segretario della Cgil, inoltre, c'è da risolvere anche il problema dell'indotto, «perchè quest'area di produzione si è molto ristretta e in questo senso l'integrazione americana può determinare criticità». Epifani, inoltre, pur apprezzando l'operazione Chrysler, ha chiesto che non ci sia disparità con le politiche di altri paesi europei «che sostengono molto di più le produzioni nazionali». Anche il ministro Scajola ha chiesto che il polo industriale di Termini non vada perduto. «Abbiamo il tempo - ha specificato il ministro - di mettere insieme le risorse: quelle già dichiarate dalla regione Sicilia, quelle che il governo può dare per individuare un diverso sviluppo industriale» dello stabilimento che garantisca l'occupazione. Il segretario della Cisl Bonanni ha chiesto un tavolo immediato con governo, sindacati e azienda su Termini Imerese. Scajola ha annunciato che convocherà al più presto un tavolo tra la Fiat e i sindacati per approfondire il piano industriale presentato dall'amministratore delegato Marchionne, in particolare sullo stabilimento di Termini.