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La riorganizzazione produttiva in Italia, con il macigno del futuro di Termini Imerese; le garanzie che, dopo l'acquisizione di Chrysler, la testa strategica del gruppo non venga trasferita a Detroit; la salvaguardia occupazionale, gli incentivi e le alleanze straniere. Il piano industriale che l'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne illustrerà a Governo e sindacati martedì a Palazzo Chigi dovrà sciogliere tutti questi nodi e dovrà rispondere al pressing di chi, dall'altra parte del tavolo, chiederà nuovamente un aumento della produzione di auto proprio in Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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