MOTORI24
10 novembre 2009

Opel, Gm conferma il piano da 10mila licenziamenti

La banca russa Sberbank potrebbe citare in giudizio la General Motors (Gm) per il suo rifiuto di vendere la casa automobilistica tedesca Opel
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L'amministratore delegato di Gm Frederick Anderson ha confermato il piano di licenziare circa 10.000 dipendenti in Europa, nell'ambito della ristrutturazione di Opel e Vauxhall. Il manager ha anche aggiunto che i due marchi devono diventare più indipendenti. «Dobbiamo cambiare il modo in cui operiamo in Europa. Allo stesso modo in cui dobbiamo cambiare il modo in cui operiamo negli Stati Uniti» ha detto Anderson in una conferenza stampa al quartier generale di Ruesselsheim, vicino a Francoforte. Opel, ha detto, guadagnerà nuove responsabilità, ma allo stesso tempo sarà «più responsabile» per le decisioni di gestione.

Il britannico Nick Reilly, top manager del colosso americano assumerà provvisoriamente la supervisione della ristrutturazione di Opel e Vauxhall in Europa.
L'attuale capo delle attività internazionali della casa automobilistica di Detroit ha messo in chiaro che Opel rimane legata anche in futuro alla strategia della casa madre Gm: «Non vogliamo che le singole unità facciano le loro cose».

Intanto la banca russa Sberbank potrebbe citare in giudizio la General Motors (Gm) per il suo rifiuto di vendere la casa automobilistica tedesca Opel nonostante i precedenti accordi raggiunti: lo ha annunciato l'amministratore delegato di Sberbank Germano Gref, citato dall'agenzia Ria Novosti.

«Siamo pronti anche a difendere la nostra posizione in tribunale. I nostri avvocati stanno studiando ora tutte le possibilità», ha dichiarato Gref, aggiungendo tuttavia che c'è ancora la possibilità di un accordo con Gm senza ricorrere alle vie legali.
Il 10 settembre scorso Gm aveva annunciato la vendita di Opel ad un consorzio costituito dall'austrocanadese Magna e da Sberbank ma il 3 novembre ha deciso di mantenere la sua controllata europea, citando un miglioramento del mercato.

Sulla vicenda intanto è intervenuta per la prima volta il cancelliere tedesco Angela Merkel che si è detta «enormemente dispiaciuta» per quanto è accaduto. «Qualsiasi soluzione - dice - avrà successo soltanto se Gm si accollerà la maggior parte dei costi di ristrutturazione». «Questo significa anche - aggiunge - che Gm dovrà rimborsare il prestito ponte» di 1,5 miliardi di euro. «Ci aspettiamo - dice ancora la Merkel - che Gm fornisca in fretta un progetto fattibile che consenta ad Opel e ai suoi impianti in Germania di avere un buon futuro». Oggi il giornale tedesco Sueddeutsche Zeitung, citando l'agenzia Moody's, sostiene che General Motors dovrà spendere almeno 5 miliardi di euro per rimettere in sesto Opel, piuttosto che i 3 miliardi di euro calcolati dal gruppo Usa.

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