MOTORI24
12 novembre 2009

Per Opel servono 3,3 miliardi

di Andrea Malan
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«Mi aspetto che General Motors fornisca il grosso dei finanziamenti per il rilancio di Opel». Il ministro dell'Economia tedesco Rainer Bruederle ha mantenuto la linea dura dopo l'incontro di ieri con il capo negoziatore americano John Smith e il nuovo numero uno di Opel, Nick Reilly, incontro chiesto dalla casa americana. Per quanto riguarda il nuovo piano di rilancio, Bruederle ha detto che «la palla è nel campo di Gm»; il ministro ha stimato il costo della ristrutturazione in 3,3 miliardi di euro. Bisogna però ricordare che, poiché Opel brucia ancora cassa, ogni mese che passa prima dell'attuazione del piano è destinato ad aumentarne i costi.
Gli americani, intanto, proseguono nella loro campagna di riappacificazione: l'amministratore delegato Fritz Henderson ha assicurato che Opel e la cugina inglese Vauxhall godranno di una maggiore autonomia, anche se ha avvertito che resteranno comunque marchi solo europei. Reilly, dal canto suo, ha sottolineato che «maggiore autonomia vuol dire anche maggiore responsabilità». Il manager americano ha anche ritirato la minaccia dell'insolvenza per Opel nel caso in cui non venga raggiunto un accordo con i sindacati sulle misure di ristrutturazione. «Un'insolvenza non è necessaria né probabile» ha detto.
Martedì sera Henderson è addiruttura comparso sulla ARD, il primo canale della tv tedesca, per scusarsi personalmente: «Sono molto dispiaciuto - ha detto - di come sono andate le cose nelle ultime due settimane. Non era nostra intenzione prendere nessuno di sorpresa, anche se è quello che è avvenuto». Henderson ha scritto personalmente una lettera alla cancelliera tedesca Angela Merkel, che martedì aveva duramente criticato il voltafaccia di Gm su Opel; nella lettera, il manager ribadisce le scuse e si dice convinto che «la soluzione scelta sarà la migliore anche per l'azienda tedesca».
La prossima settimana l'azienda americana inizierà i negoziati con i Governi europei e i rappresentanti sindacali. Detroit ha già elaborato un suo piano di riassetto, le cui cifre non dovrebbero discostarsi troppo da quelle del precedente progetto (che poi Magna ha fatto in gran parte proprio): in particolare, sarebbero previsti circa 10mila esuberi di cui la ripartizione verrà decisa solo dopo i negoziati.
La decisione di mantenere Opel nella scuderia Gm è stata pubblicamente appoggiata da Ed Whitacre, il presidente di Gm, il quale ha però definito forse troppo ottimistiche le previsioni di Henderson di un ritorno in Borsa entro la fine del prossimo anno. «La nostra priorità – ha spiegato in un'intervista al Wall Street Journal – è attualmente la restituzione dei prestiti ricevuti dallo Stato». Gm ha intanto già iniziato a restituire – con fondi in arrivo dagli Usa – i prestiti che nei mesi scorsi Berlino aveva accordato alla Opel.

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