MOTORI24
6 ottobre 2009

Parte la cura Marchionne, nuovi vertici per Chrysler

di Andrea Malan
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Marchionne dà un altro scossone alla Chrysler. L'amministratore delegato dell'azienda americana e della Fiat ha realizzato un rimpasto dei marchi e dei manager a meno di tre mesi dall'arrivo nel quartier generale di Auburn Hills, vicino a Detroit. Il marchio Dodge verrà spezzato in due: Dodge Car per le auto e Dodge Ram per i light truck, ovvero pick up e Suv. Quanto ai dirigenti, se ne vanno Peter Fong e Michael Accavitti – responsabili rispettivamente dei brand Chrysler e Dodge; entrambi i manager erano stati nominati da Marchionne dopo l'ingresso di Fiat in Chrysler. Il primo viene sostituito da Olivier François (amministratore delegato del marchio Lancia), mentre a capo dei due marchi Dodge saranno rispettivamente Ralph Gilles (Car) e Fred Diaz jr. (Ram).

Lo sdoppiamento del marchio Dodge potrebbe rientrare in una strategia più ampia di riposizionamento dei brand: l'idea sarebbe di cercare di "nobilitare" Chrysler facendone un concorrente di Cadillac, conservando invece Dodge come marchio sportivo ma a un livello di prezzo meno elevato. Dodge Ram conserverebbe invece i modelli più "muscolosi" come il pick up omonimo e anche i fuoristrada.
La nuova strategia del brand Chrysler era stata annunciata al Salone di Francoforte da Peter Fong, ex numero uno che lascia però ora l'azienda «per ragioni personali»; per verificare se l'idea sopravviverà al manager bisognerà attendere la presentazione del piano quinquennale del gruppo, a novembre. Con una scelta di quel tipo è coerente la nomina di François: anche per Lancia, infatti, l'obiettivo di Fiat è sempre stato quello di raggiungere un segmento premium di domanda. Il manager francese, che è anche responsabile marketing di tutta Fiat Auto, guiderà d'ora in poi anche il marketing dei brand Chrysler e conserverà – come tradizione nella Fiat targata Marchionne – anche gli incarichi precedenti.

Quanto ai due nuovi dirigenti Dodge, Gilles era finora responsabile del design e Diaz del centro di business di Denver. A capo della Jeep resta Michael Manley, che guiderà anche le attività internazionali e avrà il compito di realizzare gli accordi per la distribuzione dei prodotti Chrysler attraverso la rete internazionale di Fiat.
La strategia di promuovere il marchio Chrysler è stata accolta con prudenza: «Posso capire perché lo fanno, ma è una strada difficile e che richiederà pazienza e perseveranza» ha detto Tom Libby, presidente della Società Usa degli analisti del settore auto. Anche il ribaltone manageriale ha destato più di un dubbio: «Non dà fiducia il fatto che sostituiscano così rapidamente dei manager appena nominati» dichiara all'agenzia Bloomberg Aaron Bragman, analista alla Global Insight. Il rimpasto nella squadra americana di Marchionne ne segue un altro, stavolta in Fiat: Alain Breuils, che guidava Fiat Group Automobiles Financial Services (l'ex Fidis), ha lasciato il gruppo ed è stato sostituito da Camillo Rossotto, che ricopriva lo stesso ruolo alla Case New Holland.

Nella prospettiva di una integrazione crescente tra Fiat e Chrysler deve essere valutata anche la notizia sullo stop alla produzione dal 2010 dei monovolume di grandi dimensioni (Fiat Ulysse e Lancia Lybra) che vengono prodotti dalla Sevel Nord di Valenciennes, joint venture con il gruppo Psa-Peugeot Citroen (la fabbrica produce anche i veicoli commerciali del modello Scudo). Essendo i due modelli a fine carriera, è probabile che a fine produzione Torino stia pensando di sfruttare possibili sinergie con i modelli del gruppo Chrysler (come il Voyager), già diffusi anche in Europa. Fonti vicine al Lingotto assicurano che la joint con i francesi non è in discussione.

Per il marchio Fiat prosegue il momento positivo in Germania, dove le vendite a settembre sono salite del 65% contro il +21% del mercato; il dato dei 9 mesi vede un quasi raddoppio (+97% contro +26%). Negli Stati Uniti il venir meno del programma di aiuti ha provocato il mese scorso un vero e proprio tonfo delle vendite; l'agenzia di rating Moody's prevede un mercato da 10 milioni di unità quest'anno e di 11,5 nel 2010. Un valore, quest'ultimo, stimato al di sotto dei 12,5 milioni di vendite necessari alle Big Three per raggiungere il pareggio operativo. Chrysler ha annunciato ieri che pagherà 31,3 milioni di dollari per rescindere una serie di legami di fornitura con la Visteon, colosso dei componenti auto che è in Chapter 11.

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