La General Motors è uscita dalle procedure fallimentari dopo la firma del passaggio per trasferire il nucleo delle sue attività a una nuova società più snella e controllata dal governo statunitense. Il passaggio di proprietà della maggiore azienda automobilistica Usa è avvenuto alle 12 e 30 italiane del 10 giugno a soli 40 giorni, dall'ingresso in amministrazione controllata: un record di velocità per un'azienda di queste dimensioni, secondo gli esperti.
ome sarà la nuova Gm? Più veloce e attenta alle esigenze dei clienti, ma anche più rapida rispetto alle scadenze nel ripagare gli enormi finanziamenti accordati dal governo di Washington per evitare un tracollo che avrebbe avuto un impatto occupazionale e simbolico enorme. Lo ha assicurato l'amministratore delegato del colosso di Detroit, Fritz Henderson, spiegando che i 50 miliardi di prestiti pubblici ricevuti negli ultimi mesi verranno rimborsati prima della scadenza del 2015.
La vera svolta, secondo Henderson, sarà quella di essere orientati ala clientela con l'introduzione, a ritmi più serrati che in passato, di modelli che piacciono alla clientela.
«Dobbiamo riconoscere - ha detto in una conferenza stampa - di aver ricevuto alla Gm una rara seconda opportunità e ne siamo molto grati. E apprezziamo anche il fatto di avere gli strumenti per portare a termine il lavoro».
La cura non sarà indolore. Henderson ha annunciato che gli organici manageriali saranno tagliati del 35% con 450 dirigenti che lasceranno l'azienda. Mentre l'azienda avrà un numero ridotto di priorità: clienti, automobili e cultura: «Se non comprendiamo questo, nient'altro funzionerà, sintetizza.
Nei programmi della nuova Gm c'è la creazione di un sito Web intitolato "Dillo a Fritz", nel quale il pubblico avrà la possibilità di interagire con i manager dell'azienda. E anche la prova di un accordo con eBay che potrebbe "rivoluzionare" come si acquistano le auto online. Ma eBay ha smentito. "Il 'Business as usual' è finito alla General Motors", ha assicurato il numero uno.
L'uscita dalla bancarotta di General Motors e la nascita di una 'newcò con i migliori asset della compagnia segna un «nuovo inizio» per la casa di Detroit, che «consentirà ad ogni dipendente, me compreso, di tornare a lavorare per progettare, costruire e vendere grandi automobili e soddisfare i bisogni dei nostri clienti».Lo scopo è quello di creare una società più snella e capace di stare sul mercato rispetto al colosso crollato, dopo un secolo di storia, sotto il peso di una montagna di debiti.
Una società più snella anche dal punto di vista numerico: dopo le forti riduzioni del personale che hanno colpito gli operai, perderanno il posto 6mila colletti bianchi, e il corpo dirigente sarà ridotto del 35%.
Il governo canadese e le autorità dell'Ontario, che hanno finanziato l'operazione come Washington, avranno un 11,7%. Gli obbligazionisti, che hanno rinunciato a larga parte dei loro crediti, potranno salire fino al 10%. Un altro 17,5% andrà ad un trust legato al fondo di assistenza sanitaria dell'Uaw, il sindacato delle quattro ruote Usa, che ha altresì accettato di ridurre le loro pretese sui crediti. La compagnia ha potuto così ridurre il proprio debito di 48 miliardi di dollari. Il 40% dei concessionari è stato tagliato.
La nuova Gm sarà incentrata sui marchi Chevrolet, Cadillac, Buick e GMC, mentre il marchio Pontiac sparirà dai saloni. La vecchia Gm sarà liquidata. Resta da chiudere il capitolo delle dismissioni dei marchi messi sul mercato, come Saab, Saturn, Hummer e Opel. (5.