La auspicabile sinergia tra Fiat e Opel porterà al deciso rafforzamento di entrambi i soggetti nella produzione e distribuzione di auto medio-piccole e aprirà nuove opportunità nel campo delle city car per la casa tedesca e delle auto medio-grandi per l'azienda italiana. Questo il risultato dell'analisi sull'ipotesi di un 'matrimonio tra i due costruttori presentata dal Centro Studi Fleet & Mobility all'Automotive Dealer Day, la manifestazione dedicata agli operatori dell'auto in corso a Verona.
"Oggi - evidenzia Pierluigi del Viscovo, direttore del Centro Studi - il vero problema dell'industria automobilistica é costituito dal raggiungimento della produzione di circa 500mila veicoli l'anno in ogni segmento per ripagare gli investimenti di progettazione del modello e allestimento degli impianti". Considerando la produzione europea, Opel raggiunge questa massa critica solo nei segmenti B (il pianale della Corsa) e C (il pianale dell'Astra), mentre il Gruppo Fiat la raggiunge nei segmenti A (pianale Panda/500) e B (pianale Punto). La fusione dei due soggetti recherebbe, quindi, secondo la ricerca, "significativi vantaggi industriali a Fiat per competere nel segmento C con i suoi brand, mentre per Opel si aprirebbero nuove opportunità nel segmento A, quello della 500 e della Ka per intenderci. Con l'inclusione di Saab nell'accordo, poi, il nuovo soggetto raggiungerebbe una massa critica in grado di sviluppare nuovi modelli e competere anche nel segmento D (il pianale della Croma e della Vectra), dove la soglia di break-even (il punto di pareggio tra costi e ricavi) é più bassa, in quanto si tratta di modelli con prezzo e margine unitario più elevati rispetto alle auto più piccole". Il Centro Studi aggiunge che da un'analisi dei costi e dei ricavi medi di un'auto di segmento C, acquistabile per 18mila euro, il break-even point si colloca intorno alle 300mila unità prodotte/vendute l'anno. Oggi un costruttore, per non operare in perdita, deve assicurarsi un volume soglia di produzione adeguato in ogni segmento in cui compete e in ogni regione geografica nella quale vende. "Per un costruttore", conclude del Viscovo, "il volume di produzione nel segmento é oggi più importante del volume di produzione mondiale complessivo. Un costruttore é al sicuro quando in ogni segmento in cui opera raggiunge e supera la soglia critica". Per questo, il mercato sta guardando alle fusioni orizzontali tra brand che offrono prodotti sovrapponibili negli stessi segmenti, come Fiat/Opel e Fiat/Psa. A differenza delle fusioni degli anni 90 che puntavano al completamento dell'offerta in tutti i segmenti, con poche sinergie industriali, e i cui esiti non sono stati certamente positivi cdome per eempio il Premiére Automotive Group formato da Ford con Land Rover, Jaguar, Mazda, Volvo e Aston Martin), conclude l'analisi