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Un primo segnale era arrivato già a gennaio scorso quando l'amministratore delegato, Sergio Marchionne, aveva fatto intuire che le iniziative non essenziali per il futuro della Fiat sarebbero state rinviate. Ieri, però, il presidente di Chery, Yin Tongyao, ha messo nero su bianco quello che già si poteva evincere da alcuni nuovi target del Lingotto: la joint venture per lo sbarco in Cina del gruppo automobilistico slitta di almeno un anno. «Abbiamo rallentato il progetto di joint venture con Fiat - ha detto a margine di una conferenza stampa il numero uno cinese - la produzione dunque non inizierà quest'anno come originariamente previsto, ma non abbiamo accantonato il progetto». Chery ha annunciato di aver deciso di rinviare l'accordo con Torino a causa del cambiamento delle condizioni di mercato. Un contesto che ha spinto lo stesso Marchionne ad assumere posizioni prudenti. Non a caso, qualche settimana fa il manager, in un'intervista a Automotive News, ha sottolineato di aver «completamente rivisto i progetti in cantiere per la prima metà del 2009». E tra questi, ovviamente, anche l'accordo cinese.
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