MOTORI24
10 agosto 2015

L'auto futura avanza piano

L'evoluzione è in atto ma occorre frenare fantasiose fughe in avanti. Ci vorranno molto tempo e molti step prima di arrivare all'elettrica e totalmente autonoma
di Mario Cianflone

				FOTO: L'auto futura avanza piano
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Strano destino, quello dell'auto: da un lato, se ne annuncia ogni giorno la fine, almeno intesa come oggetto di possesso e passione; dall'altro, non si fa altro che discutere di come sarà nel futuro. Fare previsioni è sempre difficile, ma alcuni elementi si possono dare quasi per certi: sarà ibrida plug-in, elettrica se cittadina, sempre online e a guida parzialmente autonoma.

Nell'ordine: nei prossimi anni si diffonderà sempre più l'accoppiata motore a combustione/motore elettrico, con quest'ultimo alimentato da un pacco di batterie che, grazie alla ricarica effettuata dalla rete domestica, garantisce zero emissioni allo scarico (l'impatto ambientale globale è invece determinato dalle risorse utilizzate per generare l'energia) per i primi 50 km circa. L'alternativa più radicale è l'auto 100% elettrica, tuttora zavorrata dalla scarsa autonomia, dai tempi di ricarica e dalla carenza di colonnine. Motivi buoni per confinarla a un uso quasi esclusivamente urbano, se non altro fino a quando non arriveranno la seconda generazione di Nissan Leaf e le nuove Audi R8 e-tron e Suv, tutte accreditate di 500 km di range.

Detto ciò, il motore a scoppio ha fatto passi talmente grandi, negli ultimi anni, che pensare di proporre a breve e medio termine un'alternativa vincente nel bilancio costi/prestazioni/efficienza/sostenibilità è davvero dura.

Non bisogna, poi, dimenticare la Tesla, che per la sua Model S promette già oggi fino a 502 km di autonomia e, soprattutto, “minaccia” i grandi costruttori con modelli di volume come il Suv Model X e la compatta Model 3, ancora da presentare e già slittati qualche volta, ma ormai quasi pronti.

A proposito di Tesla ed elettriche, non si possono non menzionare Apple e Google. La prima è stata data più volte vicina all'acquisto della Tesla, la cui valutazione è una “bolla” da 32 miliardi di dollari. Troppi, per chi come Apple nella finanza ci sguazza e, pur disponendo di una liquidità che sanerebbe più della metà del debito greco, non ci starà mai a farsi “spremere” oltre misura. A meno che Tim Cook, rendendosi conto del tempo necessario per mettere in commercio un'auto vera (e non un giocattolo dimostrativo), non si faccia ingolosire dal boccone già pronto. Staremo a vedere.

Google non sta a guardare: le voci si rincorrono a velocità folle, ma anche “big G” sa che non esistono scorciatoie per sviluppare, commercializzare e gestire dopo la vendita un'auto, molto più complessa rispetto a un telefonino. Nel frattempo (si veda l'articolo sotto), una “guerra” fra i giganti hi-tech della Silicon Valley e i gruppi automobilistici si sta già combattendo nel campo della connettività e più nello specifico delle piattaforme di infotainment: Google schiera Android Auto e l'alleanza Open Automotive Alliance; Apple risponde con Car Play, mentre le Case automobilistiche (che comunque non si sono chiuse al dialogo con Apple e Google) si sono coalizzate nel Car Connectivity Consortium sviluppando il Mirror Link. Obiettivo dei Costruttori è quello di impedire che la scelta della vettura dipenda dalla capacità di quest'ultima di collegarsi con l'iPhone piuttosto che con un Samsung o un Lg. Se a tutto ciò si aggiunge il capitolo della pubblicità mirata e i milioni di euro/dollari/yen/yuan eccetera che può generare, si capisce perché il futuro dell'auto connessa è ancora tutto da scrivere.

L'area di sviluppo più suggestiva è però quella della guida autonoma. Un concetto che, a dispetto della sua stessa denominazione, va ridimensionato. Pensare a strade piene di auto controllate dai computer è pura illusione, visto che per il dominio dell'elettronica è necessario che tutte le vetture dialoghino fra di loro e con le infrastrutture: basta guardarsi attorno per capire che una tale rivoluzione sarà possibile solo in aree circoscritte e non subito. Intanto, però, Volvo con la XC90, Bmw con la Serie 7, ma anche Audi e Mercedes con Q7 e Classe S, sono già a buon punto fra parcheggio autonomo, cruise control che gestisce acceleratore, freni e sterzo, anti-tamponamento attivo fino a 200 km/h.

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