MOTORI24
16 giugno 2015

Gli sport utility piccoli e medi al centro delle strategie delle case

di Cesare Cappa

				FOTO: Gli sport utility piccoli e medi al centro delle strategie delle case
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È sempre la stagione dei suv e dei crossover. Bistrattati, maltratti, ma se non altro meritevoli di essere una (quasi) garanzia per il successo commerciale. Design, tecnica e contenuti sono argomentazioni valide. Ma molto spesso basta un listino abbordabile e un assetto rialzato per tentare il “colpaccio”. Quando chi siede dall'altra parte della barricata vorrebbe invece che l'acquisto fosse motivato dalla consapevolezza di fare tendenza. Ed è così che sempre più costruttori hanno scelto l'infotainment come modus operandi per il successo. E allora, chi più chi meno, monta a bordo una forte “componente multimediale”. Tanto che il navigatore sia diventato a tutti gli effetti un semplice elemento di contorno. L'offensiva che il mondo dei suv si presta a lanciare, è di quelle importanti, perché dopo mesi e Saloni, è giunto il momento della vita vera. I fronti sono il segmento B e il segmento C. Compatti e medi, alleati per affermare il “potere” dei veicoli a ruote alte. Dal Giappone alla Spagna, passando dalla Corea, i suv tornano a dire la loro. La Mazda Cx-3 elabora ancora una volta le tematiche Kodo e Skyactive. Ossia il metodo di lavoro realizzato dagli uomini di Hiroshima quando si tratta di design ed ingegneria. Una novità nel panorama Mazda, che amplia la gamma per allargare la clientela. Un'operazione semplice per chi poi dovrebbe esserne fruitore, più articolata quando si tratta di un costruttore. Nonostante l'avvento della sovralimentazione, la Casa giapponese è fermamente convinta nel potenziale della soluzione aspirata. Quindi, quando si parla di unità a benzina, Cx-3 mette in campo un “sostanzioso” due litri in due distinte varianti di potenza: 120 e 150 cavalli. Sopra le righe in virtù del segmento di appartenenza, in controtendenza rispetto a quanto i competitor hanno fatto sino ad oggi; così orgogliosi dei compatti turbo. Ovviamente torna la sovralimentazione se si tratta di diesel, giusto per adeguare Cx-3 agli standard del mercato. Chi vorrebbe diventare un elemento di rottura rispetto ai propri concorrenti, è la nuova Ssangyong Tivoli. Chiaro esempio di evoluzione coreana. Forse ancora “grezza” sotto il profilo ingegneristico, ma di sicuro impatto rispetto al passato che l'ha preceduta. Il suv di Seoul rivela una nuova realtà in casa Ssangyong, qualitativamente migliorata e ricca di novità. La base c'è, ora sarà il futuro a decretare o meno il rilancio del marchio, più consapevole che mai. La gamma motori è in via di definizione. E all'aspirato a benzina (anche a gpl) si contrappone il turbodiesel. Stesse cubature, ma “profili” differenti. La trazione anteriore è per gli “urbani”, l'integrale per i “terraioli”. Perché le quattro ruote motrici, indipendentemente dalla reale utilità, fanno sempre curriculum. Tanto per rimanere in terra coreana, nel breve sarà la volta della nuova Hyundai Tucson. Sempre suv, ma questa volta il passaggio è dal segmento B a quello C. Aumenta sia la spesa sia la resa. Ma soprattutto aumentano pure i valori in campo. La sfida alle tedesche si fa ricca di prospettive e di contenuti. La linea tecnologica conserva la precedente, ma gli aggiornamenti sono all'ordine del giorno. E le novità non mancano. Tra i benzina balza all'occhio il 1.6 T-Gdi, che porta in dote il nuovo cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. I coreani, dopo stile e design, giocano la carta della tecnologia. Una scelta obbligata per ampliare il numero di argomentazioni quando si ha a che fare con il difficile cliente europeo. E a proposito di Europa, i francesi di Renault si prestano al lancio del nuovo Kadjar. Forte del legame con Nissan Qashqai (pianale modulare Cmf), il suv d'Oltralpe ha il “dovere” di rilanciare le quotazioni della Casa della losanga nel segmento dei Suv. Un dovere quasi “morale” dopo il passato promosso da Koleos. Compito non facile non solo per la concorrenza all'interno del Gruppo, ma perché si tratta di un prodotto nuovo, mai “assimilato” sino ad ora da parte del pubblico. E poi Kadjar sarà di vitale importanza pure per la questione cinese. Dato che il suv Renault sarà il primo veicolo del costruttore francese realizzato in Cina. Un mercato che, al di la dei numeri fuori portata, è sempre più ferrato in materia di suv. Così, dopo le berline, sono i veicoli pseudo fuoristrada a definire il trend in Asia. Ma in questa baraonda di nuovi arrivi, potevano mancare i tedeschi? Ovviamente no. Bmw parteciperà all'offensiva con la nuova generazione della compatta X1. L'entry level della gamma tedesca quando si tratta di suv, porterà in dote, tra gli altri, i recenti tre cilindri sia benzina sia diesel. La bivalenza tra trazione anteriore ed integrale è sintomo del fatto che la vettura sia stata sviluppata sullo stesso pianale di Active Tourer e Gran Tourer. L'auto sarà presentata nel corso del prossimo Salone di Francoforte e dovrebbe essere commercializzata entro la fine dell'anno. Una gamma motori che in prima battuta sfrutterà il potenziale del due litri turbodiesel offerto in diverse varianti di potenza: da 150 sino a 231 cavalli. In attesa che arrivi il tre cilindri di cui sopra. Situazione simile anche quando si tratta di unità a benzina, dove sarà sempre un due litri a supportare il debutto di nuova X1. La rassegna sul mondo dei suv si chiude con il Gruppo Fca. Consapevole del successo realizzato con i modelli Fiat 500 X e Jeep Renegade, ha deciso di mantenere fede a questo tipo di veicoli. Così, la piattaforma dei recenti suv compatti dovrebbe diventare la base per un nuovo modello marchiato Jeep. Una vettura che si andrà a collocare tra la Renegade appunto e la più grande Cherokee, connotata secondo le specifiche della mobilità urbana.

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