MOTORI24
17 giugno 2015

AlixPartners ottimista sulla crescita fino al 2022

di Andrea Malan

				FOTO: AlixPartners ottimista sulla crescita fino al 2022
STAMPA INVIA IN EMAIL riduci testo ingrandisci testo

Le vendite di automobili a livello globale continueranno a crescere, sia pure a un ritmo leggermente inferiore al passato. Le auto in vendita saranno sempre più connesse, autonome, condivise ed elettriche, con un valore che per la sola connettività potrebbe raddoppiare, fra il 2014 e il 2018, da 20 a 40 miliardi di dollari. Queste le principali stime contenute nello studio Automotive Outlook 2015 che la società di consulenza AlixPartners presenta in questi giorni.Vediamo le prospettive del mercato globale: le vendite non cresceranno molto nel 2015 (è previsto un aumento di 1,5 milioni di veicoli a 87,9, ovvero +1,7%); il trend di qui al 2022 stima 19 milioni di unità in più per arrivare a 105 milioni, con un aumento del 22% tra il 2014 e il 2022, pari a quello segnato negli anni della crisi e della ripresa (2007-2014).La ripartizione dovrebbe essere più equilibrata: mentre nel periodo 2007-2014 sono arrivate dalla Cina praticamente tutte le vendite incrementali (15 milioni su 16), di qui al 2022 Pechino peserà per meno di metà (9 milioni su 19). Il mercato mondiale è dunque in grado di far fronte al rallentamento in atto del gigante cinese (e degli altri Bric).

Ciò si deve anche alla ripresa significativa prevista per l'Europa, e in particolare per quella meridionale, dove molti mercati restano nettamente al di sotto dei livelli pre-crisi (l'Italia è uno dei più significativi).Tra il 2014 e il 2022 l'Europa dovrebbe aumentare di 3,3 milioni le vendite annue raggiungendo i 21,6 milioni, un valore appena inferiore ai 22,3 milioni del 2007. Il grosso della crescita (+4,5% annuo) arriverà proprio in quel Sud Europa così duramente colpito dalla crisi. Pessimismo, invece, sulle prospettive del mercato russo che solo un paio d'anni fa era accreditato del sorpasso alla Germania per il primato continentale: la crisi e le sanzioni occidentali hanno abbattuto la domanda dai quasi 3 milioni del 2012 ai 2,5 dell'anno scorso, agli 1,6 milioni previsti per quest'anno.La seconda parte dello studio Alix si concentra come detto sulle tendenze in atto nell'evoluzione dei prodotti, e si condensa nella definizione di Case, ovvero connected, autonomous, shared and electrified.Il primo dei concetti, la connettività, è in piena espansione: Alix prevede un boom del fatturato da 20 a 40 miliardi di dollari entro il 2018; esso dovrebbe avvantaggiare in primo luogo i fornitori di servizi (dalle informazioni sul traffico all'entertainment) cui dovrebbero andare 25 miliardi.

Uno degli snodi chiave in vista dello sviluppo del mercato sarà l'effettiva proprietà dei dati scambiati: sono della casa costruttrice dell'auto? Di chi fornisce l'hardware di connettività (per esempio le aziende di tlc)? Oppure dei fornitori di servizi? C'è poi il tema della privacy del conducente; al recente congresso di Automotive News, per esempio, le avance di Google ai costruttori tedeschi per una cooperazione tecnica hanno trovato un'accoglienza fredda da Audi, che ha avanzato dubbi sulla protezione dei dati.Per quanto riguarda la guida autonoma, sulla strada della completa autonomia del veicolo ci sono ancora rilevanti ostacoli tecnici e normativi; ciò nonostante il giro d'affari legato ai sistemi di assistenza - dai radar alle telecamere ai sensori ad ultrasuoni - è destinato anch'esso a raddoppiare di qui al 2018. Ad avvantaggiarsi, prevede Alix, saranno i costruttori premium e un pugno di fornitori di primo livello in grado di fornire sistemi integrati.Più lontano, infine, l'avvento della propulsione elettrica e ibrida: le auto a batteria hanno raggiunto una quota dello 0,4% del mercato; la sfida più grande resta la creazione dell'infrastruttura di ricarica e la sua gestione.

RSS

in collaborazione con MOTORNET.IT