La lancetta del mercato flotte a fine ottobre segnava circa 470mila immatricolazioni, pari a un incremento del 12% sul 2009. Non è un dato sorprendente, perché il 2009 è stato un anno di crisi, in cui alle oggettive difficoltà finanziarie delle imprese si è aggiunto pure un sentiment di grave preoccupazione, che suggeriva la massima prudenza.
In quest'ottica, il 2010 non è un anno di crisi, ma di ripresa. L'economia mondiale è in crescita e trascina anche quella domestica. Però è una crescita lenta, perché le imprese tendono all'equilibrio più che allo sviluppo. Ed è una crescita fragile, perché frenata (o minacciata) dall'enorme debito pubblico di alcuni Stati europei e da un sistema di welfare troppo costoso.
Il segmento flotte comprende gli acquisti da parte delle società (che hanno avuto l'aumento più consistente, 17%) e da parte dei noleggiatori (+8%). Più in dettaglio, mentre il noleggio a breve è in piena ripresa il noleggio a lungo termine non è ancora fuori dalle secche, anzi.
Per il rent-a-car, parlando con gli operatori emerge un'unica indicazione, netta e inequivocabile: chiuderà un anno in forte crescita, ben oltre le aspettative. Del resto, secondo le analisi del Centro Studi Fleet&Mobility su dati Unrae, a fine anno saranno circa 113mila le auto immatricolate dalle società di rent-a-car, un quarto in più del 2009. Già a fine settembre le immatricolazioni da parte di aziende che offrono noleggio a breve termine superavano le 100mila unità, con un incremento del 25% rispetto all'anno precedente.
A questa cifra si devono aggiungere le auto che i noleggiatori a breve non acquistano ma prendono da società di noleggio a lungo termine. È una cifra stimabile tra 10 e 20mila veicoli, ma non monitorabile con precisione, perché sono operazioni bilaterali che afferiscono alle politiche interne commerciali e sourcing delle società, spesso pianificate anche con l'ausilio della casa. Proprio l'interesse delle case fa sì che alcune di queste operazioni si concludano proprio in chiusura d'anno, a fronte di un obiettivo da raggiungere.
Formalmente, queste immatricolazioni rientrano nel segmento del noleggio a lungo termine, ma non sono proprie di questa attività. Avendo un orizzonte inferiore ai 12 mesi, non includono manutenzione, ma solo servizi finanziari e assicurativi. Ci sono società di noleggio a lungo termine che vedono bene queste operazioni, perché l'usato di pochi mesi completa la propria offerta verso i commercianti. Altre invece le rifiutano perché la vendita del semi-nuovo è troppo in competizione con la vendita del nuovo e ne subisce tutte le oscillazioni, rendendo il rischio troppo elevato.
Pur includendo queste immatricolazioni "improprie" (che c'erano in verità anche negli anni scorsi) l'attività del noleggio a lungo termine accusa a fine settembre un ritardo di nuove targhe del 13% sul 2009, che secondo le stime del Centro Studi Fleet&Mobility porterebbe a non superare le 109mila a fine anno (sono state 126mila lo scorso anno).
Questo sì è sorprendente e non isolato: a giugno Aniasa (l'associazione dei noleggiatori) comunicava un parco circolante in noleggio a lungo termine di 394mila vetture, in pratica le stesse del 2007, che però nel 2008 erano arrivate a 412mila e nel 2009 erano ancora sopra quota 400mila. Il 2009 è stato un anno di grave crisi, mentre il 2010 è un anno di ripresa, debole e fragile finché si vuole, ma il segno è positivo. Perché il noleggio a lungo termine continua a contrarsi?
In secondo luogo, il 2009 è stato un anno di massiccio ricorso al prolungamento dei contratti in scadenza (concretamente, a fronte di un'auto che compiva i 3 anni e andava venduta e sostituita con una nuova, si concordava con il cliente di tenerla ancora un anno). L'effetto è stato di far mancare di colpo quelle immatricolazioni. Per il 2010, pur se il sistema avesse riconfermato l'uso massiccio delle proroghe (gli operatori dicono che è stato inferiore al 2009) comunque avremmo dovuto avere un ritorno ai livelli standard di immatricolazioni, visto che le auto prorogate nel 2009 scadevano definitivamente quest'anno. È probabile che quelle auto siano state acquistate, ma il saldo resta comunque negativo, segno che altre nuove immatricolazioni sono mancate all'appello. Perché?
Le ragioni vanno cercate tra le imprese, che spesso sono "dimagrite" in termini di organizzazione, e sono orientate a stare su questi livelli, con meno personale assegnatario di company car e una richiesta inferiore di auto ai noleggiatori. Per tornare a crescere, il noleggio deve riuscire a fare breccia presso le Pmi e i professionisti. Cosa non facile. Oltre alle immatricolazioni degli operatori del noleggio, sotto la voce «noleggio» transitano anche non poche auto delle concessionarie (incluso i km zero), che targano appunto a «uso noleggio»: il totale 2010 dovrebbe arrivare a 255mila, in base ai dati Unrae e alle stime Fleet&Mobility.
