MOTORI24
28 settembre 2010

Ripresa sì, ma prudente

I grandi gruppi registrano importanti segnali di rilancio del noleggio a lungo termine
di Ermanno Molinari
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Il mercato dell'auto aziendale mostra finalmente segnali di ripresa, la prudenza però è ancora d'obbligo. È questo, in buona sostanza, il comune leitmotiv dei responsabili delle maggiori società di autonoleggio che operano nel nostro paese. «Rispetto alla contrazione registrata nel 2009 – dice Laurent Saucié, ad di Ald Automotive Italia – per effetto della generale crisi economica, il mercato dell'auto aziendale quest'anno sta manifestando un andamento positivo, seppur non uniforme, che quindi lascia intravedere solo prospettive di lenta e incerta ripresa per il prossimo futuro». «Sulla positiva performance del mercato – conferma Jaromir Hajek, ad di Leaseplan Italia – incide molto il "credito delle molte estensioni contrattuali" effettuate dalle aziende nel 2009 e che ora si sta traducendo in un monte addizionale di contratti di autonoleggio per rinnovo non più procrastinabile dei parchi di auto aziendali». Questo fattore è confermato anche da Fabrizio Ruggiero, general manager di Leasys spa e responsabile long term rental di Fiat Group Automobiles, secondo cui «proprio per effetto di alcune importanti gare per la fornitura di autoveicoli aziendali, la cui scadenza è fissata nei primi mesi del prossimo anno, si può già prevedere nel 2011 una crescita del mercato dell'auto aziendale del 5% almeno rispetto al 2010».
«In questo contesto – dice Paolo Ghinolfi, ad di Arval Italia – le aziende continuano a porre più attenzione all'economicità della gestione. Per le società di noleggio a lungo termine ciò si traduce in cicli di vita contrattuale più lunghi, in prodotti più consoni alle esigenze e in servizi selezionati con attenzione. Si può parlare di un orientamento, in termini di offerta delle società di autonoleggio, volto a dare strumenti di analisi per il contenimento dei costi e per il miglioramento della qualità». «È fondamentale – continua Ghinolfi – ragionare in un'ottica di costo totale di utilizzo della flotta, dotando le aziende degli strumenti per il monitoraggio della flotta, dei consumi, delle emissioni di CO2».
«Nel 2008 e 2009 – conferma Hajek – abbiamo assistito a fenomeni di downsizing e downgrading nella scelta delle auto aziendali che hanno influenzato i comportamenti delle società di noleggio e i contenuti della loro offerta. Oggi i fleet manager hanno compiti complessi: devono ottimizzare i costi, soprattutto quelli generati da attività non legate al proprio core business; devono soddisfare i propri driver e contemporaneamente essere attenti all'ambiente. Per rispondere a queste esigenze abbiamo studiato soluzioni ad hoc che consentono alle aziende di raggiungere, attraverso programmi di interventi personalizzati, un equilibrio consapevole nella gestione della flotta».
Contenere i costi, diminuire gli impatti ambientali della flotta, assicurare la massima efficienza della mobilità aziendale e, contemporaneamente, la soddisfazione dei driver. Ma da dove si comincia? Tutto parte dall'analisi della flotta aziendale e delle esigenze di ottimizzazione dell'azienda svolta dalla società di autonoleggio. «Occorre – dice Laurent Sauciè – capire le modalità di utilizzo di ciascun veicolo, e quindi se si tratta di auto operativa o di rappresentanza, a quali necessità dovrà rispondere, se avrà percorrenze lunghe o brevi».
«Il valore aggiunto del noleggiatore – aggiunge Fabrizio Ruggiero – sta nel definire una car policy aziendale che includa quei modelli di auto che, in linea con le richieste dell'azienda cliente, possano assicurare performance corrispondenti alle aspettative dei driver. Un grande ausilio, da questo punto di vista, viene dalla stessa offerta delle case automobilistiche con una gamma di modelli che attualmente offrono un generale downsizing delle motorizzazioni e garantiscono costi ed emissioni contenute e prestazioni eccellenti. Una car policy flessibile deve infatti prevedere cicli di ricambio delle vetture aziendali tali da assicurare sempre "modelli freschi" per limitare la svalutazione, una voce importante del canone di noleggio; allo stesso modo è sempre importante coinvolgere il driver nella responsabilità della gestione, sia nella scelta della vettura che nella gestione dei sinistri».
Nei comportamenti e nelle scelte delle aziende per la gestione della propria flotta, dopo le risposte puramente difensive orientate semplicemente al taglio dei costi, cominciano così progressivamente ad affermarsi nuovi orientamenti. Ciò dovrebbe, appena la ripresa economica manifesterà effetti più permanenti, estendere i propri effetti anche sull'ampliamento della stessa base del mercato dell'auto aziendale. «Nel prossimo futuro – dice Ghinolfi – prevediamo un consolidamento di quei mercati già da tempo interessati all'utilizzo di flotte aziendali (medie e grandi aziende) e un crescente interesse da parte delle piccole imprese e dei professionisti. L'offerta delle società di noleggio, di conseguenza, si caratterizzerà sempre di più per l'estrema diversificazione dei prodotti di mobilità studiati sulle esigenze proprio di questo target emergente».

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