MOTORI24
15 ottobre 2013

La telematica incide più sui consumi che sulla guida


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In Italia, il 76% delle flotte aziendali fa uso di dispositivi o applicazioni telematiche. Il dato emerge da un'indagine pilota effettuata dal Centro studi auto aziendali su un campione rappresentativo di fleet manager di aziende di piccole, medie e grandi dimensioni che operano nel nostro Paese. Ma cosa sono i dispositivi telematici? Stiamo parlando di strumenti per il monitoraggio dei consumi di carburanti o dei chilometri percorsi, per la geolocalizzazione delle vetture, per il controllo delle velocità e dello stile di guida, per il recupero del veicolo oggetto di furto eccetera. Tornando all'indagine sulla telematica nelle flotte, dai risultati emerge che il 44% dei fleet manager intervistati effettuerà, nei prossimi 12 mesi, investimenti in dispositivi telematici.

Ai fleet manager che hanno già adottato dispositivi telematici è stato chiesto anche di assegnare un punteggio, da un minimo di 1 ad un massimo di 10, al miglioramento percepito, attraverso l'uso della telematica, in diverse aree di gestione della flotta. A conseguire il punteggio maggiore è stata la gestione della reportistica (con una valutazione di 7,54); seguono il contenimento dei consumi di carburante (7,02), la gestione della manutenzione (6,89), il contenimento delle emissioni di CO2 (6,63), l'assistenza stradale (6,50) ed infine lo stile di guida dei conducenti (5,33). Utilizzare la telematica sulle flotte significa, dunque, entrare in possesso di una enorme mole di dati che possono aiutare i fleet manager a gestire più efficientemente la propria flotta. Tutti questi dati, però, per essere utilizzati al meglio, necessitano di ulteriori approfondimenti ed analisi. Per ottimizzare i benefici che la telematica è in grado di fornire, secondo quanto emerge dalle indicazioni dei fleet manager che hanno partecipato all'indagine, da un lato diventa indispensabile che i produttori forniscano gli strumenti necessari all'elaborazione dei dati nonché alla comprensione dei risultati, dall'altro lato è altrettanto importante che i gestori delle flotte abbiano ben chiari gli obiettivi della rilevazione. Entrare in possesso di una grande quantità di dati che poi non verranno utilizzati, infatti, non solo è inutile, ma incide negativamente anche sull'efficienza della gestione della flotta.

Un ultimo sorprendente dato che emerge dall'indagine riguarda la cosiddetta scatola nera, cioè un dispositivo collegato direttamente alle centraline del veicolo in grado di localizzarlo e di rilevare dati relativi al suo impiego. Se, infatti, la maggioranza delle aziende prevede l'utilizzo di dispositivi telematici, ciò non è altrettanto vero per ciò che riguarda la scatola nera. La scarsa propensione ad adottare questo dispositivo (solo il 5% delle aziende attualmente ne fa uso) può essere in larga misura imputata alle resistenze dei driver per motivi di tutela della privacy. Per superare questa diffidenza è quindi opportuno che i fleet manager sensibilizzino i loro guidatori a considerare la telematica come un supporto al corretto funzionamento e alla corretta gestione del veicolo, anche dal punto di vista economico ed ambientale, e non come uno strumento di controllo.

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in collaborazione con MOTORNET.IT