MOTORI24
9 settembre 2013

L'era della guida automatica

La casa giapponese festeggia 80 anni scommettendo sulla rivoluzione dell'«autonomous driving». Entro il 2020 l'avvio della commercializzazione di modelli intelligenti
di Mario Cianflone
Nissan sta sperimentando la guida autonoma con due elettriche Leaf dotate di impianti «Safety Shield» modificati e potenziati per agire come piloti automatici
STAMPA INVIA IN EMAIL riduci testo ingrandisci testo

L'auto che guida da sola, quella che ci libererà dallo stress da traffico restituendoci tempo perso in coda (e il piacere di guidare quando la strada non è un groviglio di lamiere) è il tema caldo di questa estate che volge al termine con annunci delle grandi case che nel corso dei mesi si sono susseguiti quasi a dare una illusoria sensazione che la rivoluzione dell'autonomous driving sia alle porte. Non è così: la strada è ancora lunga anche se le tecnologie evolvono ma certamente il solco è tracciato e di automobili che compiono funzioni in automatico, come frenare in vista di un ostacolo o marciare in autostrada gestendo la distanza di sicurezza ce ne sono tante e non sono neppure super ammiraglie. L'ultimo, roboante e ambizioso annuncio, è quello di Nissan al traguardo dei suoi 80 anni di vita. La casa giapponese intende addirittura commercializzare vetture che guidano da sole entro il 2020. Sette anni sono davvero pochi, tuttavia il costruttore dispone di tecnologie di base sufficienti per lavorare anche con la collaborazione delle più prestigiose università del mondo dal Mit a Stanford fino a Oxford, Carnegie Mellon e all'Università di Tokyo.
Nissan a Oppama, in Giappone, sta realizzando un centro ricerche allo sviluppo della guida automatica, che sarà completato entro il prossimo anno. E riprodurrà uno scenario urbano in modo realistico in modo da poter testare i veicoli in condizioni di traffico attendibili.
Due i prototipi che il costruttore nipponico ha schierato per l'avvio dei test e lo studio dell'integrazione delle tecnologie per la guida automatica. Si tratta di due elettriche Leaf, modello che proprio per l'assenza di un motore termico semplifica in parte il governo della vettura. I due prototipi sono diversi negli occhi ditali, cioè nei sistemi che rendono l'auto consapevole di quello che ha davanti e tutto intorno.
Un prototipo, infatti è equipaggiato con radar, mentre l'altro sfrutta cinque scanner laser abbinati a videocamere per comprendere e vedere l'ambiente circostante. Il primo è pensato per la guida automatica in autostrada, il secondo per muoversi in autonomia nel ben più difficile contesto urbano che richiede di tenere sotto controllo molte più variabili a causa del traffico e della complicazione di dover affrontare incroci ed intersezioni.
La guida automatica secondo Nissan è un'estensione della tecnologia del noto sistema Safety Shield, capace di monitorare a 360° lo spazio che circonda il veicolo per prevenire pericoli, avvisare il conducente, intervenire anche attivamente se necessario. Il sistema standard offre ai conducenti un'assistenza mediante varie funzioni: Around View Monitor, Back-up Collision Intervention, Lane Departure Prevention e Distance Control Assist. Safety Shield contestualizza la posizione del veicolo, rileva le possibili fonti di pericolo, avvisa il conducente e agisce per evitare incidenti.
Le capacità e le performance del Safety Shield sono state potenziate sia nella sensoristica (radar o scanner laser a 360° che controlla l'ambiente) sia nella capacità di analisi e di intervento grazie sistemi di intelligenza artificiale.
Il Safety Shield è così diventato la base per lo sviluppo dell'autonomus driving grazie all'implementazione di tre funzioni inedite speciali: controllo della distanza laterale; svolta e ingresso negli incroci (con monitoraggio del traffico) e sorpasso sempre tenendo in considerazione la presenza di altre vetture nei dintorni.
L'approccio per la guida autonoma di Nissan si basa su sistemi integrati a bordo della vettura per le tre fasi della guida autonoma: riconoscimento, valutazione e azione. Tutta la logica e la potenza di calcolo sono residenti in vettura e non vengono utilizzate soluzioni cloud per l'accesso remoto all'intelligenza artificiale di gestione. Una scelta, quest'ultima, che permetterebbe di avvantaggiarsi di maggiore potenza di calcolo e di ridurre l'assorbimento elettrico ma che esporrebbe la vettura ai rischi di una connessione di rete a larghissima banda.
L'auto che si muove da sola dovrà anche dialogare con gli altri veicoli, infatti per rendere conscio il veicolo della situazione circostante non basta vedere le altre auto ma occorre anche sentirle. Fare, dunque, in modo che queste comunichino rotta, velocità e posizione. La casa giapponese ha studiato il movimento di pesci e delle api e ne ha simulato il comportamento mediante il progetto dei robot Eporo che interconnessi tra loro possono muoversi in totale autonomia. Questa tecnologia di dialogo machine to machine è un altro cardine per lo sviluppo dell'auto che guida da sola e soprattutto per quella capace di ridurre al minimo gli incidenti.

RSS

in collaborazione con MOTORNET.IT