In un periodo in cui la sobrietà e l'understatement sembrano una delle ricette giuste per aiutare a uscire, speriamo definitivamente, dalla crisi, un'auto come la 5 Gran Turismo può apparire davvero sopra le righe.
Tuttavia, va detto che come tutte le innovazioni questo modello apre nuovi capitoli. Porta al debutto il filone delle ammiraglie che mettono in campo una maggiore funzionalità rispetto alla norma e che si attanagliano meglio agli stili di vita meno formali che caratterizzano il Terzo Millennio, senza pregiudicare però le prerogative che deve avere una vettura di alto lignaggio.
A dispetto della sigla Gt che ne completa la denominazione, questa variante della Serie 5 – della cui prossima generazione anticipa molti connotati stilistici – cela sotto la silhouette prerogative che, a prescindere dal comportamento dinamico, riconducono più al mondo delle vetture multiuso che non a quello delle coupé (cui ammicca con il profilo) o a quello delle Suv (che ricorda con l'imponenza, che qualcuno ritiene persino eccessiva, della corporatura).
Insomma, offre una versatilità che nessuna "limo" in circolazione può assicurare, sdrammatizza il ruolo di vettura di prestigio e si rivolge a chi ritiene troppo scontata una station wagon e troppo appariscente una Suv. Attinge un po' da tutti i generi automobilistici, in una sorta di compromesso che non ne fa una sportiva pura - vuoi per il comfort elevato, vuoi per la rinuncia ad aggeggi come i paddle del cambio al volante che fanno tanto racing – né un'autentica familiare, poiché il bagagliaio nella configurazione normale non vanta una capacità record in rapporto ai quasi 5 metri di lunghezza, né una Suv, poiché per il momento non si accenna a versioni integrali. (M.Mam.)