MOTORI24
16 giugno 2015

Jeep Cherokee: come va la nuova turbodiesel 2.200

Il propulsore sarà montato in molte vetture del gruppo Fca quindi sarà con opportune modifiche e adattamenti sotto il cofano della Alfa Romeo “Giulia” che sarà svelata settimana prossima
di Massimo Mambretti

				FOTO: Jeep Cherokee: come va la nuova turbodiesel 2.200
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Spetta alla Jeep Cherokee il compito di portare al debutto un nuovo turbodiesel che allarga l'offerta di questo genere di motori da parte di Fiat Chrysler Automobiles. Si tratta di un'unità di 2.2 litri che si declina in varianti da 185 e 200 cv, entrambe in grado di sviluppare una coppia di 440 Nm a 2.500 giri, che s'affiancano a quelle di 2 litri e con le quali condividono anche il luogo di nascita: Pratola Serra.

Il nuovo motore è destinato a tutte le vetture del gruppo Fca di taglia superiore alla media, quindi anche la prossima berlina Alfa Romeo che sarà svelata settimana prossima e che dovrebbe chiamarsi Giulia, e nella famiglia della Cherokee origina tre nuove versioni a 4 ruote motrici, tutte dotate di cambio automatico a 9 marce e sistema di configurazione vettura Selec-Terrain. Si tratta della Longitude alla quale è riservata l'unità meno potente in vendita a 45.900 Euro che ammicca soprattutto al mondo delle Flotte, della Limited che costa 50.500 Euro ed è dotata anch'essa di trazione integrale senza ridotte e della Limited+ da 54.000 Euro, che s'avvale anche del riduttore. La Limited+ introduce in casa Cherokee anche un allestimento inedito che si caratterizza per l'equipaggiamento sostanzialmente full-optionals. Va, però, segnalato che approfittando dell'occasione anche gli altri (compreso il Trailhawk riservato alla versione spinta dal V6 a benzina di 3,2 litri con 200 cv, proposta con due livelli di equipaggiamenti per l'uso fuoristradistico estremo a prezzi che partono da 53.500 Euro) offrono dotazioni più ricche. Adesso, infatti, comprendono anche il sistema di navigazione Uconnect con touchscreen da 8”4, il portellone elettrico e i sedili anteriori regolabili elettricamente.

Le varianti 2.2 Multijet II della Cherokee (è lunga 4,62 m) conservano le stesse vesti delle consanguinee. Si caratterizzano per le forme morbide, il profilo spiovente del padiglione spiovente, la calandra a 7 listelli, le nervature che irrobustiscono le fiancate e i prosperosi passaruota trapezoidali. Una forma riproposta anche al centro della plancia, di disegno semplice ma disseminata da tanti interruttori che ne complicano l'istintiva attivazione, che completa il gradevole disegno dell'arredamento. L'ambiente è ampio anche posteriormente, ma il grosso tunnel della trasmissione impedisce a chi siede al centro di viaggiare comodamente.

Basata sull'evoluzione del pianale portato alla ribalta dall'Alfa Romeo Giulietta e sviluppato per sostenere anche sollecitazioni impresse da motorizzazioni ancora più potenti, la Cherokee 2.2 da 200 cv (204 km/h, 8”5 per raggiungere i 100 orari, 17,5 km/l) sfodera un comportamento rigoroso, sebbene non agilissimo sui percorsi più tortuosi, e un'affidabilità costante. Inoltre, si rivela molto confortevole. Su questo fattore si riversa anche la tonalità contenuta con cui s'esprime sempre la nuova unità, che sostiene la gradevolezza della guida con il rendimento dell'accoppiata motore-cambio automatico a 9 marce. Infatti, si esprime spontaneamente sin dai regimi più bassi dove già manifesta una bella verve che, però, a partire dai regimi intermedi si trasforma in un brio di tutto rispetto, specie considerando la massa della Cherokee che si aggira attorno ai 2.000 kg e il surplus di lavoro che richiede la trazione integrale.

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in collaborazione con MOTORNET.IT