Walter de Silva, il capo del design del gruppo Volkswagen lo aveva ripetuto più volte in occasione degli ultimi saloni dell'auto. «La prossima Golf sarà una Golf». È così è stato. La settima generazione della media di Wolfsburg si presenta completamente nuova ma assolutamente fedele a se stessa. La guardi. Ci giri in torno. La riguardi. Ed è una Golf al 100 per cento. Senza se e senza ma. A iniziare dal massiccio e iconico montante posteriore. E così dopo quasi 30 milioni di esemplari prodotti, l'auto più venduta d'Europa, quella che 38 anni fa salvò Volkswagen e l'ha fatta diventare il colosso multimarca di oggi, si ripropone senza tradire il suo Dna. Sotto la carrozzeria si cela un'innovazione di grande portata: la piattaforma modulare Mqb (Modularer querbaukasten) che permette, con minime varianti, di realizzare tutti i modelli dei segmenti B, C e D a trazione anteriore della galassia Wolfsburg, abbattendo i costi di produzione grazie alla standardizzazione e assicurando anche l'indispensabile mano libera ai designer per non fare vetture fotocopia. Questo pianale-lego ha debutto da poco sulla nuova Audi A3. La Golf 7 è, rispetto alla "vecchia", più lunga di 56 mm (per un totale di 4,255 metri), più larga (1,799 grazie a un incremento di 13 millimetri) ma è più bassa (-28 mm) del modello attuale. Il passo si attesta invece sui 2.637 mm (59 mm). L'aumento delle dimensioni esterne migliora abitabilità e c'è anche più spazio per i bagagli grazie a un vano di 380 litri, 30 in più con un'apertura di carico più accessibile: è più larga e bassa. Nonostante l'aumento delle dimensioni la massa è stata ridotta di 100 kg, 37 dei quali dalla struttura, merito della piattaforma Mqb e 26 dalla trasmissione: il risultato è un'efficienza migliorata in media del 23 per cento. Passo in avanti anche per l'aerodinamica del 10% con Cx ora sceso a 0,27. La gamma di motori, messa a punto per abbattere consumi e emissioni, comprende noti propulsori del gruppo, con cilindrate comprese tra 1.4 e 2.0, diesel. Tutti i propulsori offrono di serie start&stop e sistema di frenata rigenerativa. Nel dettaglio le unità a ciclo otto disponibili al lancio sono il 1.200 cc Tsi da 85 cv (4,9 l/100 km a 113 g/km di CO2) e il 1.4 litri Tsi da 140 cv che secondo la casa si accontenta di 4,8 litri per 100 km ed emette 112 g/km di CO2, proprio grazie al sistema (Active cylinder technology) che "spegne" due dei quattro cilindri quando non sono richieste alte prestazioni. L'offerta turbodiesel contempla il 1.600 Tdi 105 cv (3,8 l/100 km e 99 g/km di CO2) e il duemila Tdi da 150 cv (4,1 l/100 km, oltre a 106 g/km di CO2). Nel corso del 2013, la gamma si amplierà con la variante BlueMotion che secondo la casa di Wolfsburg consuma 3,2 l/100 km di carburante, e a seguire quella metano e l'elettrica. La nuova Golf, regina d'Europa e vero benchmark della sua categoria. Questa volta si trova di fronte non solo un mercato in tempesta ma anche competitor molto temibili come i coreani Hyundai e Kia che sono adesso una minaccia credibile e concreta. E per far fronte all'aumentato livello competitivo Volkswagen gioca la carta della tecnologia. Sono numerosi i sistemi, optional o di serie al servizio della sicurezza e del comfort. Si va dal sistema che frena automaticamente l'auto sotto ai 30 km/h all'Adaptive cruise control con front assist che aiuta il guidatore a mantenere la distanza di sicurezza. Tra le innovazioni spicca il servosterzo con 5 diverse modalità di funzionamento (Eco, Sport, Normal, Individual e Comfort) e c'è anche un sistema che previene i colpi di sonno. La plancia è inedita, finita con materiali di qualità superiore (come quasi tutti gli arredi). Notevole la dotazione multimediale dove si può scegliere tra sistemi da 5, 5.8 e 8 pollici con display multitouch. L'impianto da 8" offre Bluetooth, Usb, e persino i comandi vocali oltre a una memoria interna da 64 GB, connettività Wi-Fi e integrazione con verso smartphone o tablet. I prezzi non sono noti ma non dovrebbero discostarsi gli attuali, sarà in vendita prima della fine dell'anno.