MOTORI24
La nuova Mini Roadster
13 febbraio 2012

La Mini si trasforma in una vera Roadster

di Massimo Mambretti
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Prosegue sotto la spinta di una decisa accelerazione l'ampliamento della famiglia Mini. A pochi mesi dalla Coupé arriva ora la Roadster. Sinteticamente, si può dire che sia Coupé che ha perso la testa. In realtà, assieme con la più stretta consanguinea e con la Countryman e, prossimamente, con la Paceman è una variazione sul tema scevra da qualsiasi ispirazione tratta da modelli del passato che, sebbene fedele al linguaggio stilistico di famiglia, porta in scena concetti inediti. Infatti, è l'unica Mini dell'attuale famiglia priva del portellone posteriore e la prima della storia con una vera e propria coda. A ciò si aggiunge anche il fatto che è la seconda Mini con un abitacolo configurato a due soli posti. È offerta a prezzi non proprio da tempo di saldi – spaziano tra 24.950 e 34.800 Euro – ma comprensivi di un equipaggiamento sempre assai completo in una gamma speculare a quella della Coupé. Da quest'ultima eredita sia i tratti inferiori della carrozzeria unitamente alla lunghezza (3,73 m) e alla larghezza di 1,68 m sia lo spoiler ritraibile - affiora automaticamente a partire da 80 all'ora o emerge premendo un tasto posto sulla consolle fra i sedili - mimetizzato nella pronunciata coda. Unitamente al parabrezza molto inclinato genera una silhouette d'impronta sportiva, ben percepibile sia quando l'abitacolo è coperto sia quando non è protetto dalla capote. Che è in tela e a movimentazione manuale (operazione facile e poco faticosa) ma che a richiesta può essere elettrica e coprire e scoprire l'abitacolo in meno di 6 secondi. Quando è ripiegata affiora dietro i rollbar, fra i quali è posta la rete frangivento per le andature a cielo aperto. Configurazione dedicata ai veri estimatori di questo genere di vetture, poiché già dagli 80 all'ora si viaggia con il vento tra i capelli anche quando i cristalli laterali sono sollevati.
La CooperS spinta dal 1.600 turbo a iniezione diretta di benzina con 184 cv e una coppia di 240 Nm a 1.600 giri (le altre sono la turbodiesel SD di 2 litri con 143 cv e le benzina Cooper e John Cooper Works con 122 e 211 cv) raggiunge i 227 all'ora e tocca i 100 orari partendo da fermo in 7"0, a fronte di percorrenze medie di 16,7 chilometri con un litro, grazie anche al supporto del pacchetto Minimalism e dello start&stop. In ogni situazione sostiene la gradevolezza della guida con un rendimento duttile e, all'occorrenza, vigoroso, sul quale si riflette anche la corretta spaziatura del cambio a 6 marce. Inoltre, quando si spinge propizia adeguatamente l'affiorare del tipico go-kart feeling di casa Mini, ovvero quel comportamento in cui si coniugano agilità, limiti di tenuta elevati e la predisposizione ad assecondare rapidamente ogni comando impartito dal guidatore.

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