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				FOTO: Hyundai i30, la coreana che sfida le tedesche
20 febbraio 2012

Hyundai i30, la coreana che sfida le tedesche

La nuova media rilancia le ambizioni della casa orientale nel Vecchio continente. Evidente il salto di qualità - Ampia la gamma delle motorizzazioni
di Massimo Mambretti
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Con la medesima strategia adottata in altri settori, anche da quelli in cui era assente almeno in Europa, Hyundai attacca con incisività quello delle vetture di classe medie. Affida questo compito alla nuova generazione della i30, pensata e sviluppata in Europa, oltre che prodotta nel Vecchio Continente. Si contrappone alle animatrici del settore in cui si colloca mettendo in campo un upgrading generale che spazia dalla metamorfosi del linguaggio stilistico all'esaltazione dei contenuti ma rispettando l'unico fattore caratterizzante del marchio: ossia, l'equo rapporto fra costo e contenuti. Insomma, l'i30 ha grosse ambizioni ma, naturalmente, se la deve vedere anche con una concorrenza che ha una solida reputazione e una clientela ben fidelizzata. Alla quale, comunque, ammicca oltre che con i prezzi anche con una formula di garanzia totale di 5 anni e senza limiti di chilometraggio che mira a rinforzare il mantenimento del valore residuo.



A tutto ciò aggiunge una gamma molto articolata, frutto dell'intreccio fra 6 motori (fra i quali anche il Gdi a iniezione diretta di benzina e alcuni abbinabili anche con il cambio automatico anziché al manuale a 6 marce standard per tutta la famiglia) e gli allestimenti Classic, Comfort e Style. Sin dall'entry-level includono sempre tutto ciò che riguarda sicurezza e confort insieme alla possibilità di tarare la risposta dello sterzo fra tre diversi step – sebbene non in maniera così differente tra loro se non nello Sport che alla fine appesantisce solo un po'il comando – e che nel caso del top di gamma può implementare l'equipaggiamento con elementi qualificanti offerti a richiesta.

L'i30 formalmente tradisce le novità celate dalle vesti con un design appariscente e grintoso che, tuttavia, non mimetizza completamente zone della silhouette e tratti ispirati a quelli di alcune rivali, ma prospetta assemblaggio che non presta il fianco a critiche né all'esterno né all'interno. Quest'ultimo, all'ampiezza riscontrabile anche nella zona posteriore abbina un aspetto gradevole e, soprattutto, una finitura valorizzata da rivestimenti e materiali di qualità che ancora più di quanto fa l'arredamento – contagiato in alcune zone da un'elaborazione stilistica un po'marcata e da un sovraffollamento di interruttori – contribuiscono a rendere l'atmosfera gradevole.

La crescita generale della media di casa Hyundai è completata sia dal posto guida che si può perfettamente adattare a ogni taglia grazie alle numerose regolazioni sia dal comportamento, tanto per quello che concerne il confort dinamico e acustico quanto per la forma atletica rassicurante in ogni situazione. Nello schieramento spicca i 1.600 turbodiesel che schiera ben 128 cavalli. A dispetto della scuderia ragguardevole per la cilindrata è un'unita che non ha velleità sportiveggianti ma che, per l'andamento lineare della coppia e i rapporti del cambio piuttosto lunghi, vanta un'erogazione fluida, mantiene una tonalità sommessa e prospetta percorrenze medie dichiarate di oltre 24 chilometri con un litro.

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TAGS: Hyundai, Europa,

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