MOTORI24
8 dicembre 2011

Fiat nuova Panda in arrivo: 230mila nel 2012 (con quella vecchia)

di Mario Cianflone

				FOTO: Fiat nuova Panda in arrivo: 230mila nel 2012 (con quella vecchia)
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La Nuova Fiat Panda, che sarà presentata in un test drive per la stampa la prossima settimana a Pomigliano, sarà disponibile su tutti i mercati europei da febbraio e successivamente in oltre 40 Paesi al di fuori dell'Europa. Il target di vendite 2012 è di circa 230mila Panda, inclusa la Panda Classic come modello entry-level. Un'operazione analoga a quella compiuta tempo fa per la Punto quando fiat decise di continuare a commercializzare il vecchio modello.

Quanto emerge dalla presentazione a Londra all'Annual Global Automotive Conference illustrata dal Lingotto e consultata da Radiocor, in cui si ribadisce che il gruppo punta a "ricostruire un sistema industriale sostenibile con l'obiettivo ultimo di un pareggio per le attività in Europa entro il 2014". Ribaditi anche i target 2011: un utile netto a circa 1,7 miliardi di euro, un fatturato superiore a 58 miliardi, un indebitamento netto industriale tra 5 e 5,5 miliardi e una liquidità complessiva superiore a 18 miliardi.

Sono passati trentun'anni dalla "prima" disegnata da Giugiaro e motorizzata con un bicilindrico di 652 cc e otto anni dopo la seconda generazione datata 2003 e subito eletta "Auto dell'anno". Ora tocca alla nuova, la terza, Panda che dopo il debutto al Salone di Francoforte sarà in vendita a gennaio dell'anno prossimo. La terza generazione del modello più gettonato di Fiat, stabilmente ai vertici delle classifiche in Italia, ma anche in Europa, è un'autentica rivoluzione di stile e di sostanza, ma sempre all'insegna del "made in Italy". E non solo perchè non sarà più prodotta a Tychy, in Polonia, come l'attuale, ma nella rinnovata fabbrica di Pomigliano, ma perchè interpreta al meglio il design e le moderne tecnologie di scuola italiana, mettendo su strada il meglio della "nuova Fiat".

Il Lingotto sul rilancio di Pomigliano ha investito circa 700 milioni di euro.
Lo stile mette in evidenza una netta evoluzione della vettura, anche nelle dimensioni: un salto in avanti che interpreta le tendenze del mercato al punto da rendere la nuova Panda più macchina e di conseguenza in grado di ampliare la clientela potenziale. Una decina di centimetri in più che garantiscono una straordinaria abitabilità e consentono soluzioni modulari degli interni coi sedili posteriori che avanzano per aumentare considerevolmente il vano di carico. Il frontale propone un "family feeling" ispirato alla 500 col classico baffo centrale, i proiettori non circolari, ma leggermente allargati in orizzontale, mentre sul cofano compare una leggera bombatura. Nella parte posteriore la svolta è più netta con un portellone che ricorda quella della Punto e le luci verticali e non più allungate sistemati in alto ai lati del lunotto bombato. Sul paraurti posteriore c'è un fascione paracolpi in plastica nera, come sulla parte inferiore delle fiancate che ora sono più disegnate rispetto alla Panda di oggi. Restano i tre finestrini laterali ad arco, ma l'ultimo si è rimpicciolito a beneficio di una migliore percezione dinamica dello stile. All'interno viene confermato il tascone della prima serie, un guscio prezioso in cui sistemare ogni tipo di oggetti, ma materiali e soluzioni sono più vivaci e giovanili. L'ergonomia degli interni non penalizza la fantasia: non a caso la nuova Panda punta a piacere più che in passato ai giovani. Grande cura è stata, inoltre, dedicata alla qualità già in fase di realizzazione. Per ottenere il massimo lo stabilimento di Pomigliano è stato, infatti, completamente riaggiornato secondo i migliori standard internazionali: oltre 800 milioni di euro di investimento, ma anche un milione di ore di formazione del personale per una produzione stimata di circa 1000 nuova Panda al giorno. Anche la scelta dei materiali, dai sedili agli allestimenti con grande attenzione all'insonorizzazione, renderà la nuova Panda una vettura che non ha nulla da invidiare alle concorrenti oggi sul mercato. Quanto ai motori, fra i più interessanti, da segnalare il debutto del bicilindrico di 900 cc TwinAir "apirato" da 65 CV che si affiancherà a quello già noto, il TwinAir da 85 CV Turbo per il quale è prevista un'evoluzione bifuel, a benzina e metano. Ci saranno, inoltre, due quattro cilindri il 1200 cc sempre a benzina da 69 CV, proposto anche in versione bifuel a gpl e il turbodiesel 1300 cc Multijet da 95 CV.

Per la nuova Panda saranno disponibili 3 allestimenti, 10 i colori di carrozzeria, 4 ambienti interni, 2 coppe copriruota e 2 cerchi in lega da 14 e 15 pollici per un totale di oltre 600 combinazioni. Cambi manuali a 5 marce o a 6 rapporti per la versione a trazione integrale. Lo schema meccanico resta, invece, invariato sia davanti con un avantreno di tipo McPherson, mentre dietro la nuova Panda propone il consueto ponte torcente. L'obiettivo è un buon compromesso fra confort e handling. Dopo la cinque porte a sei mesi dal lancio sarà disponibile la nuova Panda 4x4 che richiamerà anche nel look una vocazione da off-road mai prima d'ora così cercata: di fatto si tratterà di una "piccola Jeep".

La Nuova Panda arriva in un momento diffcile sia per il mercato auto nel suo complesso sia per l'accresciuto scontro competitivo nel segmento A dove la piccola Fiat si trova a Fronteggiare non più vetture come le tre gemelle niippo-francese ma di passaporto ceco, Toyota Aygo, CitroëC1 e Peugeot 107, ma anche la nuovissima e temibile Volksagen up"!" e le seu sorrelle Seta Mii e Skoda Citigo.

Il segmento A, quello delle city car cui Panda e Up! appartengono, pesano in Italia, stando ai dati di immatricolazione dei primi sei mesi dell'anno per circa il 17% del totale, in calo rispetto al 19,6% del 2010 a causa dell'assenza di incentivi. Le utilitarie del segmento superiore, il B, tipo Punto o Polo, per restare in tema, arrivano al 33% (quasi il 37% un anno fa).

In pratica nel nostro Paese le auto piccole rappresentano, in termini di volume circa metà del mercato, circa 900mila unità. Numeri considerevoli di un mercato che fa comunque gola (si veda anche il recente caso Dr – Termini) e dove la battaglia tra le case è condotta sul filo del rasoio e di listini studiati al centesimo. In Europa, il segmento A pesa molto meno, circa l'8%, mentre il B supera il 25 per cento. Le utilitarie dunque sono e restano importanti, e non solo in Europa ma anche nei mercati emergenti (Brasile, India fra tutti).

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