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				FOTO: Il mito Grand Cherokee ora ha un'anima italiana
18 aprile 2011

Il mito Grand Cherokee ora ha un'anima italiana

La quarta generazione segna un salto di qualità. Disponibile un tre litri diesel con tecnologia MultiJet
di Mario Cianflone
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Con una gamma aggiornata dove spiccano le nuove edizioni di tre modelli fondamentali come Gran Cherooke, Compass e Wrangler, Jeep rilancia la sfida europea nel ricco segmento dei Suv e dei fuoristrada, dove il marchio americano rappresenta un'icona e sinonimo stesso di veicoli 4x4 per il tempo libero e lo sport. Non per nulla la «campagna americana» della Fiat guidata da Sergio Marchionne trova in questo brand leggendario il suo punto focale. Jeep è un marchio globale che rappresenta anche dal punto di vista della sua storia (ha appena festeggiato 70 anni) un fiore all'occhiello per la Fabbrica Globale di Automobili, al quale è stato dato un obiettivo di vendita, su scala planetaria, di mezzo milioni di veicoli, con un raddoppio in Europa entro il 2014. E questo grazie anche alla creazione di una rete, integrata con quella Lancia, composta da 430 concessionari e alla futura introduzione nella gamma di un Suv costruito a Mirafiori sulla piattaforma allargata della Giulietta, ovvero la cosiddetta Compact-Wide, e di un altro modello basato su pianale Chrysler.
All'interno del piano di sviluppo, i rinnovati Compass, Wrangler e Grand Cherokee costituiscono tre capisaldi (dei primi due si parla nel pezzo a fianco).
La quarta generazione di Grand Cherokee si presenta con un design della carrozzeria inedito, dove spiccano linee più morbide e fiancate scolpite. Il Dna stilistico è inequivocabilmente Jeep a iniziare dal frontale con la tradizionale calandra a sette feritoie. Il top di gamma della casa americana è cresciuto nel passo (+13 cm) a vantaggio di abitabilità e capacità di carico (782 litri, +11%), mentre la lunghezza è aumentata di 7 cm. Rinnovati gli interni. Ed è qui che si avverte un evidente salto qualitativo rispetto al passato, una volta saliti a bordo, in un test drive a Balocco, dove fa davvero specie girare con una macchina americana nella pista-tempio di Fiat.
Adesso i rivestimenti sono più lussuosi, le plastiche di migliore qualità e gli assemblaggi più curati. La cura Marchionne ha ridotto quasi integralmente quei vizi tipici del made in Usa e ora questo grande Suv di classe premium, pioniere del segmento inventato insieme alla Range Rover, è nettamente più competitivo nei confronti delle proposte tedesche. Bella e moderna l'illuminazione a Led interna.
Veniamo ai motori: sono disponibili due unità a benzina e un turbodiesel in due livelli di potenza. Quanto ai primi si tratta del nuovo V6 da 3,6 litri "classe" Pentastar con fasatura variabile delle valvole e capace di erogare 286 cavalli e del leggendario quanto poderoso 5.7 litri V8 da 352 cavalli per una coppia di 520 Nm. Per ridurre la sete di carburante ci sono due modalità di funzionamento: a 8 oppure a 4 cilindri. Più appropriato al mercato italiano e europeo è invece il turbodiesel v6 da 3.000 cc realizzato da Vm e munito di impianto di iniezione Multijet II sviluppato da Fiat Powertrain. Un motore italiano con basamento in ghisa e le teste in alluminio al pari della coppia dell'olio. Il common rail lavora a 1.800 bar e l'iniettore effettua fino a 8 iniezioni per ciclo. La sovralimentazione è realizzata da un singolo turbocompressore Garrett con palette a geometria variabile. Due le versioni: da 190 cavalli e 440 Newtonmetro di coppia massima a 1.600 giri e da 241 cv e 550 Nm a 1.800 giri.
I motori sono abbinati a trasmissioni automatiche a cinque marce. Al volante il Grand Cherokee turbodiesel si muove con disinvoltura. La versione depotenziata non è un fulmine di guerra (da 0 a 100 km/h in 10.2 secondi dichiarati), mentre la variante full power esibisce più brio (8.2 secondi per arrivare a 100 all'ora da fermo).
Ma quello che si apprezza è il comfort di marcia abbinato a doti fuoristradistiche non comuni frutto dell'abbinamento tra le sospensioni pneumatiche Quadra-Lift (novità assoluta per Jeep) che permettono di variare l'altezza da terra su quattro livelli e del sistema Selec-Terrain per la gestione della trazione. Consente di selezionare cinque differenti modalità (Neve, Fango/Sabbia, Sport, Roccia e Auto) in base alle condizioni e struttura del fondo. Alla tenuta di strada di strada contribuisce anche il nuovo telaio che esibisce una rigidità torsionale del 146% maggiore rispetto al modello precedente.
Il nuovo Grand Cherokee è disponibile a partire da giugno in tre versioni (Overland, Laredo e Limited) con prezzi a partire da 52.200 euro per i modelli a benzina e da 44.500 per quelli a gasolio.

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