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				FOTO: Passat, come è e come va la nuova Volkswagen
25 ottobre 2010

Passat, come è e come va la nuova Volkswagen

di Massimo Mambretti
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È frutto di una metamorfosi ancora più radicale di quanto suggeriscono le nuove vesti, adeguate agli stilemi di famiglia e ai tempi dall'atelier guidato da Walter de Silva. Insomma, al di là di quanto trasmette l'aspetto, la nuova generazione della Passat si allontana moltissimo dalla precedente e fa un bel balzo in alto. Infatti, monta motori più efficienti dei precedenti (che consumano anche il 18% in meno e quindi sono più rispettosi dell'ambiente) e s'impossessa di tecnologie destinate a sostenere tanto il compito di chi guida quanto la sicurezza e la funzionalità. Poi, prospetta una crescita della qualità costruttiva specie all'interno dove, sebbene l'arredamento non sia stato rimaneggiato, l'ambiente si rivela più accogliente e curato rispetto al passato grazie a nuovi materiali, inediti rivestimenti e cromatismi più accattivanti. Ridurre la nuova Passat al "semplice" risultato di un restyling è quindi fuorviante.

Tanto più che la Volkswagen ridefinisce le gamme della berlina e della famigliare Variant introducendo nuove versioni spinte da motori sovralimentati a iniezione diretta di benzina (la 1.4 e la 1.8 Tsi) che sono classici esempi della filosofia downsizing, alle quali s'affianca l'EcoFuel a metano di 1,4 litri, e proponendo turbodiesel mosse da unità con filtro per il particolato già note, ma rese meno assetate e più pulite dalla BlueMotion Technology. È un pacchetto, destinato anche alla meno potente delle Passat a benzina, che comprende un software specifico di gestione del motore, il sistema Start/Stop, il dispositivo di recupero dell'energia in frenata e, infine, l'indicatore del momento ideale di cambiata.

Inoltre, la nuova famiglia Passat, in vendita dal prossimo gennaio, è ancora proposta nei tre classici allestimenti - Trendline, Comfortline e Highline - ma offre dotazioni più complete, integrate anche dal nuovo sistema di riconoscimento della stanchezza del guidatore, oltre che arricchibili con optional hi-tech. Fra questi figurano, oltre al cambio a doppia frizione Dsg, il Park Assist che effettua automaticamente anche le manovre nei parcheggi a pettine, la fanaleria "intelligente", il cruise control attivo integrato dal sistema per la frenata automatica d'emergenza City e, ancora, l'Easy Open, che spalanca il cofano del bagagliaio semplicemente intercettando un sensore all'altezza dello scudo paraurti posteriore.

I progressi messi in campo dalla nuova famiglia Passat sono ben percepibili anche dal posto guida della robusta Variant 1.6 Tdi – la meno potente del lotto – capace di percorrere mediamente 22,3 chilometri con un litro e di emettere quanto un'utilitaria: 116 g/km di CO2. Una versione che concilia le ambizioni da Vanity Car con quelle da Utility Car e che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non impone rinunce sul fronte dell'istintività della guida. Infatti, si comporta in maniera agile e affidabile e sfodera un rendimento sempre all'altezza della situazione, sebbene nei limiti delineati dalla cilindrata e dalla potenza. Infatti, grazie anche alla corretta spaziatura del cambio a 6 marce, mette in campo un'erogazione ben sostenuta dal carico di coppia sia quando si riprende con le marce superiori dalle basse velocità sia nelle fasi d'allungo, nelle quali affiorano spinte efficaci. E, per di più, senza imporre sacrifici sul fronte del comfort poiché l'attività del sistema Start/Stop non innesca fenomeni parassiti e la tonalità con cui si esprime questa unità non inficia l'efficace (e inedita) coibentazione dell'abitacolo.

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