Nella offerta Audi entra una sportback: l'A7. Questa volta, però, non è l'evoluzione di un modello già esistente come l'analoga A5, ma un'auto tutta nuova. Inedita sino al punto da portare alla ribalta anche soluzioni destinate a futuri modelli, come il pianale che sosterrà pure la prossima generazione del l'A6, e accorgimenti che ne mettono in risalto anche l'attenzione verso l'ambiente. Ovviamente, come indica la denominazione, è anche l'anello mancante della gamma, quello che serra i ranghi fra la famiglia dell'A6 e l'ammiraglia A8, alla quale non solo si avvicina con le dimensioni ma anche con il portamento autorevole e con l'offerta di motori proiettata verso l'alto. A breve, a quelli riportati nella tabella a lato da 245 e 300 cv, si aggiungeranno anche il 2.8 Fsi benzina da 204 cv e il 3.0 Tdi da 204 cv. È l'unico del lotto ad abbinarsi con il cambio Multitronic a variazione continua (con 8 rapporti predefiniti per la modalità manuale) al posto del l'STronic a doppia frizione con 7 marce e alla trazione anteriore, anziché alla più recente evoluzione della "quattro". Grazie a queste scelte tecniche è sobrio ed emette quanto vetture di taglia inferiore: 139 g/km di CO2.
Pur essendo autorevole e avendo connotazioni degne di un'ammiraglia, l'A7 Sportback si pone in diretta contrapposizione con le grosse berline-coupé – come la Mercedes Cls che al prossimo salone di Parigi si presenterà con la seconda generazione – e con le arrembanti coupé a quattro porte, tipo la Porsche Panamera tanto per rimanere nel Gruppo automobilistico capeggiato da "mamma" Volkswagen o di proposte trasversali come la Bmw 5 Gt. In questo contesto si presenta con proporzioni e vesti in stile tipicamente Audi sebbene rimaneggiate in modo da generare lineamenti filanti, integrate da stilemi che accentuano l'espressione aggressiva del frontale piuttosto che la muscolosità del profilo e completate dal netto taglio della coda, che richiama tanto quella della 100 Coupé degli anni Settanta quanto quella delle più affascinanti granturismo made in Italy. Inoltre, propone un'interpretazione in chiave lussuosamente sportiva della linea fastback, alla quale l'A7 deve la versatilità impressa dal grande portellone posteriore – e dalle possibilità di ampliare la zona di carico – nel quale è annegato un alettone che fuoriesce a 130 all'ora, anche per rimarcare la dinamica personalità di questa Audi.
Grazie alla lunghezza della carrozzeria che sfiora i cinque metri e alla scelta di optare per la selleria con 4 singole poltrone, l'abitacolo offre ampio spazio ai passeggeri.
È un ambiente in cui tutti sono messi a proprio agio dall'atmosfera raffinata e curata, frutto della (conclamata) maniacale ricercatezza Audi sulla quale non pesano solo l'attenzione verso l'assemblaggio e la scelta dei materiali ma anche il design ad anfiteatro dell'arredamento, la corretta ergonomia e il ricco equipaggiamento. Include, insieme a quel che riguarda sicurezza e comfort, anche il Pre Sens Basic che previene danni derivanti da possibili collisioni, l'interfaccia Mmi Plus e i fari allo Xeno. Volendo si può cedere anche ai richiami di molti optional hi-tech: dalle sospensioni pneumatiche attive all'Active Lane Assist, dall'Head Up Display all'Active Cruise Control con Stop & Go, dal Night Vision a infrarossi che fa sconfinare il campo visivo oltre la portata della fanaleria al navigatore con sistema touch pad.
Alla ricercatezza formale e costruttiva, l'A7 Sportback aggiunge anche raffinate soluzioni tecniche: vanno dall'impiego dell'alluminio per la realizzazione di cofani e porte per contenere la massa ai motori, tutti V6 a iniezione diretta con Start/Stop, allo sterzo elettromeccanico che si prefigge di contribuire a calmierare consumi ed emissioni.
I picchi messi in campo dalle motorizzazioni più potenti del repertorio, quelle con cui prende il via la commercializzazione, e l'efficienza del cambio STronic permettono d'imprimere all'A7 Sportback il temperamento più congeniale ai percorsi che si stanno affrontando e allo stile di guida che si vuole adottare. Insomma, facilitano il feeling tra la vettura e chi guida, propiziato anche dalla forma atletica sana e reattiva alla quale contribuisce pure la trazione integrale. Un comportamento che non impone mai rinunce sul fronte del confort anche quando lo si orienta verso lo sportivo sfruttando i settaggi del Drive Select, che modifica la risposta dell'acceleratore, del cambio, delle sospensioni attive (se montate) e dello sterzo. Che, pur non essendo molto informativo, aiuta sempre a disegnare traiettorie precise.
