L'abbiamo provata per una ventina di chilometri per le strade di Strasburgo, la cittadina francese che ospita il Parlamento e il Consiglio d'Europa. Il percorso è stato scelto dalla Toyota per mettere in evidenza la reale autonomia della inedita Prius Phv (Plug-in Hybrid Vehicle), una sigla che sottolinea la presenza di una batteria aggiuntiva che si ricarica dalla rete casalinga a 220V e 16 Ampere, o presso le colonnine pubbliche di ricarica dedicate, a Strasburgo realizzate dalla Edf.
Una vera rivoluzione perché sottintende delle vere "prove tecniche" per le future auto elettriche. Per il momento la produzione delle Prius Phv è limitata a 600 unità delle quali, oltre alle 230 destinate al Giappone e alle 150 agli Usa, circa 200 saranno destinate all'Europa, e in particolare 100 alla città di Strasburgo dove appunto è partita ora la sperimentazione che porterà dal 2012 alla libera commercializzazione di questo modello. Per i prossimi tre anni queste vetture saranno utilizzate dalle amministrazioni locali, dagli uffici del gruppo Edf e da altre aziende. In Strasburgo il gruppo Edf assicurerà, insieme al sostegno operativo della consociata Electricité de Strasbourg (Es) la costruzione di più di 150 punti di ricarica presso 55 abitazioni degli utenti, 78 nei parcheggi privati delle aziende partner, 18 in quelli pubblici e 8 nelle strade pubbliche. Alcuni veicoli saranno equipaggiati con un innovativo sistema di ricarica, sviluppato dalla Edf, in grado di assicurare la comunicazione tra presa di corrente e veicolo, addebitando sul conto dell'utente l'energia prelevata tramite una card intelligente.
«Prima della commercializzazione del veicolo, che potrebbe partire nel 2012, vogliamo valutare - spiegano gli esperti della casa giapponese - i progressi della nuova tecnologia che usa batterie a ioni di litio e non più al nichel, mettendola alla prova in situazioni reali». A quella di Strasburgo seguiranno altre iniziative europee in Germania ed in Inghilterra, mentre in Italia la nuova Prius potrebbe arrivare a fine 2010 o nel 2011, anche se inizialmente in numeri più limitati.
Con la Prius PHV Toyota vuole dimostrare quanto sia orientata verso le automobili "verdi", infatti durante il lancio della nuova Prius PHV, il vicepresidente della casa giapponese, Takeshi Uchiyamada, ha dichiarato di voler raggiungere l'obiettivo di avere dal 2020 una versione ibrida per ogni modello della sua gamma dei due marchi Toyota e Lexus e di voler vendere dal prossimo anno circa un milione di auto ibride all'anno (quest'anno arriverà a circa 800.000).
Per quel che riguarda il prezzo della nuova Prius plug-in quando verrà commercializzata, Uchiyamada ha spiegato che «non sarà molto differente dall'attuale Prius». Costerà forse un 20% in più soprattutto per la presenza della nuova batteria agli ioni di litio.
Questa Prius è esteticamente uguale alla Prius che incontriamo quotidianamente nelle strade, se si esclude lo sportellino per la presa elettrica posto alla fine del montante anteriore sinistro e la scritta posteriore plug-in, ha un bagagliaio da 400 litri, leggermente meno capiente e pesa 105 kg in più, rispetto alla "normale", ma soprattutto è dotata della nuova batteria agli ioni di litio che la Toyota si costruisce in "casa", tramite una propria JV con la Panasonic. E proprio grazie a questa batteria aggiuntiva, la Prius Phv è in grado di percorrere circa 20 km in modalità solo elettrica.
Il principale vantaggio è dato dal costo della ricarica, valutato in 30-40 centesimi di euro. E considerando che il tragitto medio giornaliero si aggira su queste lunghezze per il 70% degli utenti mentre per il 55% non supera i 10 km, e la ricarica per un "pieno" dura soltanto 100 minuti, la Prius Plug-in potrebbe tranquillamente viaggiare in città e zone limitrofe sempre e solo in elettrico. L'altro beneficio è dato dalla presenza del consueto sistema ibrido, che le consente di viaggiare senza alcuna limitazione rifornendosi di benzina e utilizzando il propulsore 1.8 abbinato al motore elettrico, come fa l'attuale Prius, mantenendo sotto controllo i consumi. La semplicità d'uso è favorita dalla presenza del cambio automatico di tipo Cvt (a variazione continua). Una volta accomodati a bordo si riscopre la plancia della Prius "standard" con una spia in più, quella verde con la scritta «ED» che indica che l'auto sta andando in modalità elettrica. Andrà così fino a quando non sarà necessario affondare decisamente per un rapido sorpasso oppure se si tenta di superare i 100 km/h. In questi due casi interverrà il sistema ibrido e dunque pure il motore a benzina. Rallentando e dunque rilasciando il pedale dell'acceleratore, la Prius Phv andrà di nuovo in solo elettrico, in silenzio e senza inquinare.
