Quelle porte che si spalancano come un armadio sono il simbolo di un rinnovamento che non si ferma allo stile, certo innovativo, ma che è profondo e ben percepibile in ogni aspetto. La nuova Meriva è l'ennesima sfida che Opel si è data, dopo averne vinte altre due, sorprendendo un po' tutti.
Prima l'Insignia: per la prima volta un costruttore generalista è stato capace di far concorrenza ai marchi di lusso. Poi la nuova Astra, confermatasi come l'unica, vera, alternativa alla Volkswagen Golf. Ma con la Meriva l'impresa è più difficile, visto che la divisione europea del costruttore americano parte da una posizione di fatto dominante.
Con l'attuale Meriva, infatti, Opel non ha solo inventato la nicchia dei monovolumi compatti, ma ha anche dominato in Europa dal 2003, l'anno di lancio della Meriva, a oggi con oltre un milione di unità complessivamente vendute, di cui più di 190mila in Italia.
Ora l'impresa è riconquistare la clientela tipica dei monovolumi, soprattutto le famiglie soprattutto, ma non solo, con una soluzione innovative come le porte antivento che di sicuro migliorano la funzionalità e la praticità d'uso, ma segnano un taglio netto con la tradizione consolidata di questo tipo di vetture.
In effetti dalla nuova Meriva entri ed esci comodamente, ma soprattutto senza fastidiosi contorsionismi, nemmeno per sistemare i seggiolini dei bambini.
Un ritorno al passato, ma con gli standard di sicurezza richiesti dalle vetture di oggi. Spiegano alla Opel «Dobbiamo ringraziare la Rolls Royce che ha deciso di puntare su queste porte e ha contribuito a cambiare la normativa, consentendo anche a noi di utilizzarle». Oltre alle porte destinate sicuramente a fare tendenza, la nuova Meriva è anche un monovolume di sostanza.
È cresciuto di 24 cm, dotandosi di un abitacolo spazioso, confortevole e più sfizioso. Decisamente più bella, ha un frontale e un posteriore ricchi di elementi estetici raffinati, molti dei quali derivati proprio dall'Insignia e dalla nuova Astra. E ancora una fiancata filante caratterizzata da un'onda proprio sulla cornice della porta posteriore, funzionale per aumentare la visibilità per i passeggeri. Gli interni, poi, sono di buona qualità, luminosi e con materiali gradevoli al tatto. A bordo, inolte, si aprezza, soprattutto, la modularità dei sedili facilmente abbattibili, con quelli posteriori fra l'altro scorrevoli in avanti a vantaggio del bagagliaio e del confort di guida.
I motori sono quelli tipici di queste vetture, ma ritarati secondo la logica del downsizing per migliore consumi ed emissioni: tre sono a benzina, l'unico 1.400 cc aspirato da 100 cv più due turbo sempre 1.400 cc da 120 e da 140 cv. Due i turbodiesel, almeno per ora, il 1.300 cc da 75 cv e il 1.700 cc da 110 cv. Da settembre sarà poi disponibile anche un 1.300 cc da 95 cavalli.
Soprattutto i benzina si fanno apprezzare perché molto elastici, grazie a una coppia generosa, ma anche per dei consumi e delle emissioni ai migliori livelli nel settore.
Il comportamento dinamico è buono anche in curva e tipico più di una berlina che di un monovolume, ottimizzato anche dai sistemi di controllo elettronico. Lo sterzo elettroidraulico è preciso, mentre lo schema a guida alta offre una gradevole sensazione di padronanza della strada. In opzione sono disponibili un ampio tetto in cristallo e i sistemi di intrattenimento e infotainment, compreso il navigatore.
I prezzi sono un altro elemento di interesse della nuova Meriva. Si parte, infatti, dai 16.250 euro della versione Elective 1.4 da 100 cavalli con alimentazione a benzina, 400 euro meno dell'attuale: la Club era offerta infatti offerta a 16.650 euro con soli 90 cavalli e si arriva a 20.250 euro. Si sale a 17.750 per la versione d'ingresso col motore 1.3 turbodiesel, fino ai 22.750. In alternativa all'Elective, c'è l'allestimento Cosmo con sellerie parzialmente in pelle e altro ancora per soli 2000 euro in più.
La nuova Meriva sarà in vendita da metà giugno. L'obiettivo è di venderne ottomila per quest'anno e 20mila nel 2011.