Giù il cappello davanti a questa Maserati che il "cappello" se lo toglie in venti secondi netti più altri otto per abbassare e far risalire automaticamente i cristalli laterali. Ultima (per ora) erede di una stirpe gloriosa – quella delle scoperte del Tridente nate nel 1951 con la A6G Frua Spyder del 1951 – la GranCabrio è una scommessa vinta nel modo più convincente.
Per scoprire una coupé, per quanto bella come la GranTurismo griffata Pininfarina, non basta limitarsi a toglierle il tetto: i risultati, come hanno sperimentato molti costruttori, rischiano di essere molto deludenti sotto l'aspetto estetico e tecnico.
Un rischio che a Modena hanno scongiurato nonostante le difficoltà di un progetto particolarmente ambizioso, focalizzato su tre obiettivi: mantenere l'eccellenza dinamica della GranTurismo; non farne rimpiangere le linea anche a capote chiusa, che è spesso il tallone d'Achille delle cabrio; offrire la migliore abilità nella categoria delle vetture scoperte oltre i 90mila euro (30mila all'anno nel mondo, per il 72% con abitacolo quattro posti o 2+2).
Non disponiamo degli strumenti necessari per valutare la congruità di tutti i parametri definiti "best in class" durante la presentazione ufficiale della new entry, ma il test di guida ci ha dato modo di dubitare delle affermazioni del management Maserati.
La GranCabrio ha quattro posti veri, e quelli posteriori accuratamente sagomati garantiscono adeguato comfort anche a passeggeri abbastanza corpulenti, purché non alti come giocatori di basket. Quanto alle doti dinamiche, le si apprezza appieno scegliendo la modalità Sport tra i due possibili settaggi (l'altro è il più docile Comfort) di sospensioni, assetto, motore e cambio.
A dispetto del tempo avverso, sulle tortuose strade che solcano i monti della Tolfa, a nord di Roma, la nuova Maserati si è rivelata all'altezza della "cugina" chiusa per stabilità e prestazioni, nonché per la confortante sensazione di sicurezza in qualsiasi condizione di marcia.
La capote, infine, si raccorda perfettamente alla coda, senza dare quella discutibile (e così frequente) impressione di discontinuità.
La scelta è caduta su una sofisticata copertura in tela a tre strati, priva di ondulazioni e irregolarità e in grado, quando è chiusa, di isolare quasi del tutto l'abitacolo garantendo un elevato comfort acustico. È stata sviluppata assieme al veicolo proprio per garantirne la massima integrazione con varie componenti "sensibili" - dal sofisticato impianto acustico Bose realizzato su misura e dotato di ben 16 altoparlanti al climatizzatore all'antifurto - che adeguano il rispettivo funzionamento a seconda che la vettura abbia la capote aperta o chiusa.
La tecnologia più evoluta sposa la tradizionale tela, preferita all'ormai imperante tetto metallico pieghevole: un tocco di charme in più per un'auto in vendita da marzo nei paesi europei guida a sinistra, mentre negli Stati Uniti, che restano il mercato principale per un modello con queste caratteristiche, il lancio è previsto nel secondo semestre.
L'obiettivo commerciale, in un segmento delle auto di lusso in calo del 30% a livello mondiale, è di venderne quest'anno 2mila unità nel quadro di un target complessivo che punta a replicare i risultati del 2009 «soprattutto - fanno notare in Maserati - per quanto riguarda il bilancio in nero».