MOTORI24
24 febbraio 2010

Ginevra 2010, le altre italiane

di Corrado Canali

				FOTO: Ginevra 2010, le altre italiane
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Cento candeline. Un traguardo da festeggiare con tutti gli onori del caso per uno dei marchi che hanno fatto la storia dell'automobile, l'Alfa Romeo. Proprio al Salone di Ginevra la Casa italiana dà il via al programma di celebrazioni del suo primo secolo di vita, che cade esattamente, cento anni fa, nel lontano 24 giugno 1910. A rendere omaggio al marchio del Biscione due storiche firme dello stile «made in Italy», Pininfarina e Bertone.
Nel primo caso sarà una spider griffata Alfa Romeo e disegnata dal Centro stile Pininfarina, nel solco della tradizione dell'atelier torinese, a rendere omaggio al centenario della Casa del Biscione, ma anche per festeggiare i primi ottant'anni della carrozzeria torinese. Un oggetto iconico che lega con un filo ideale il passato e il futuro della Pininfarina. «Per festeggiare i nostri 80 anni abbiamo scelto una tipologia di vettura che, per definizione, è opera di Pininfarina: lo spider Alfa Romeo. La nostra concept è un'auto nata per far sognare. Ma, al contrario delle regine della strada, il nostro vuole essere un sogno realistico, accessibile. Il suo tratto distintivo è la leggerezza, una caratteristica che si ritrova nel Dna del design Pininfarina. I volumi snelli e armonici si accompagnano anche a una leggerezza concreta grazie alla scelta dei materiali, primi fra tutti carbonio e alluminio», ha spiegato Paolo Pininfarina, presidente della Pininfarina.
Sempre per l'occasione, un'altra storica carrozzeria italiana, la Bertone, propone uno studio di coupè, basato sul telaio e sulla meccanica della 8C Competizione. «Pandion», nome latino del falco pescatore, rimanda alle concept realizzate negli anni d'oro del design automobilistico, battezzate proprio con i nomi di alcuni animali: prime tra tutte le Alfa Canguro (1964), Carabo (1968) e Delfino (1983). Il riferimento al mondo animale non si limita però al solo nome: gli stilisti della Bertone guidati da Mike Robinson si sono ispirati concretamente al falco pescatore per disegnare alcune linee di questa coupè 2+2. Il profilo esterno della fenditura anteriore, in cui sono inseriti i gruppi ottici, riprende ad esempio quello degli occhi dei rapaci, mentre l'apertura verticale delle portiere rimanda alle ali dei volatili. Le linee innovative sono poi valorizzate da un'impostazione classica: la base della 8C, con il grosso motore anteriore di 4.7 litri, rende necessario il lungo cofano e la disposizione molto arretrata dell'abitacolo, andando a creare un profilo che non rinnega la tradizione. Le dimensioni compatte e ben proporzionate concorrono a trasmettere grande cattiveria, registrando una lunghezza di 4.620 mm, un'altezza ridotta (1.230 mm) e una larghezza di 1.971 mm. Il cerchio viene poi chiuso dall'incredibile leggerezza: i mille kg dichiarati, ottenuti tramite l'uso di carbonio, permettono di esaltare le prestazioni del poderoso propulsore da 450 Cv.
L'Italdesign di Giorgetto Giugiaro porta a Ginevra un prototipo realizzato coi malesi della Proton. Si tratta di una citycar che probabilmente avrà un futuro: si chiama Proton Hybrid Concept e in soli 3,55 metri può ospitare 4 persone, con sedili indipendenti e scorrevoli. Il motore termico è nel cofano anteriore, le batterie agli ioni di litio sono nella parte posteriore. Questa "piccola" malese promette soluzioni interessanti per una citycar, come ha precisato lo stesso Giorgetto Giugiaro: «Paragonata ad altre compatte, la Hybrid Concept risulta più alta, per poter sfruttare al massimo gli ambienti interni. Nella seconda fila, inoltre, la distanza dal sedile anteriore è addirittura paragonabile quasi a quella di un Suv».

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