La linea resta quella - inconfondibile e "trendy" - cucita sull'agile telaio a passo corto e definita da lamiere muscolose e compatte. A cambiare, in meglio, sono i propulsori della gamma a benzina che, da marzo, saranno tutti "Euro 5": la normativa antiquinamento più rigida che farà da riferimento a partire dal 2011. Tutti i nuovi motori delle Mini spiccano per prestazioni brillanti e per la notevole riduzione delle emissioni inquinanti.
La nota stampa diffusa da BMW Group (dal 1997 proprietaria del marchio Mini) spiega che il concetto "Minimalism" è mirato alla riduzione degli attriti all'interno del propulsore, al miglioramento della gestione del calore e a un generale miglioramento dell'efficienza. La pompa dell'olio, per esempio, ora è controllata elettricamente e si attiva in base alle effettive necessità per un utilizzo più razionale dell'energia. E lo stesso discorso vale per il servosterzo elettromeccanico e la nuova pompa dell'acqua.
L'approccio MinimalismLine fa anche ricorso alla rigenerazione dell'energia frenante, alla funzione Auto Start Stop – giù presete sull'attuale gamma Mini - all'l'indicatore del cambio marcia e altre misure Minimalism per ottenere tra le più basse emissioni di anidride carbonica nocive per l'ambiente.
I nuovi propulsori equipaggeranno tutte le versioni: dalle sportive Cooper, alle sfiziose giardinette Clubman,passando per le cabriolet, fino ai modelli base. La versione d'accesso alla gamma 2010 è la "Mini One Minimalism" di 1.600 cc che prende il posto della Miniray da 1.400 cc.
Pur se forte di 200 cc in più, la potenza dichiarata (75 CV) resta la stessa della Miniray. Il vantaggio sta però nella maggiore coppia ( 14,2 Kgm contro 12,2) disponibile in massima parte appena superati i 2.000 giri/min, a tutto vantaggio di riprese più fluide senza bisogno di scalare marcia. Le prestazioni sono sostanzialmente immutate rispetto alla versione precedente: 175 km/h di velocità massima e accelerazione da 0 a 100 km/h in 13",2. I consumi medi nel ciclo europeo si fermano a 5,4 litri/100 km, mentre le emissioni di CO2 scendono a 127 g/km. Il cambio manuale è a sei marce (in opzione quello automatico con le palette al volante) e non manca il sistema di controllo della stabilità DSC di serie.
Di dettaglio le modifiche esterne per questa versione d'attacco: coppe ruote ottimizzate nell'aerodinamica, griglia del radiatore e rivestimenti degli specchietti esterni in "Pepper White e il logo ONE sul bagagliaio.
Rappresenta una novità anche la Mini One da 1,6 litri. In questo caso i CV crescono a 98 a 6.000 giri/min.
Il propulsore spicca per il controllo completamente variabile della distribuzione oltre che per le brillanti prestazioni e le ridotte emissioni nocive. La coppia massima è cresciuta a 15,5 kgm (con un aumento di 1.3 kgm rispetto alla 1.400 cc) ed è disponibile fin dai 3.000 giri/min. Migliorati anche l'accelerazione da 0 a 100 km/h, che avviene in 10,5 secondi – 0,4 secondi in meno rispetto al suo predecessore – e la velocità massima, ora di 186 km/h. I consumi medi si attestano sui 5,4 litri/100 km nel ciclo EU e con una riduzione delle emissioni fino a 127 g/km.
Dotata dello stesso motore,anche la giardinetta Mini One Clubman sfoggia dati lusinghieri riferiti a prestazioni e consumi. Accelera infatti da 0 a 100 km/h in 11,1 secondi e raggiunge i 185 km/h di velocità massima. I consumi medi, secondo il ciclo EU, dichiarano 5,5 litri/100 km, mentre le emissioni di CO2 sono di 129 g/km.
I 98 CV della nuova unità 1.6 si faranno apprezzare anche sulla MINI One Cabrio, l'altra grande novità legata alle motorizzazioni "Minimalism". Questa affascinante auto scoperta a quattro posti accelera da 0 a 100 km/h in 11,3 secondi e raggiunge una velocità massima di 181 km/h. Il consumo è di 5,7 litri/100 km nel ciclo EU ed emette solo 133 g/km di CO2. L'elenco delle dotazioni rimane all'altezza anche su questa versione, a cominciare dallo sterzo elettromeccanico EPS, preciso e diretto. Non mancano, il sistema di controllo della stabilità DSC di serie e quattro airbag. La caratteristica linea della vettura non è disturbata dalla presenza del roll-bar che è "annegato" all'interno della carrozzeria dietro i sedili posteriori: solo in caso di pericolo particolari sensori elettronici ne comandano l'apertura in una frazione di secondo. La praticità di utilizzo di questa affascinante vettura scoperta viene messa in risalto dalla capote in tela con apertura e chiusura elettroidraulica di serie. Invece, tra le opzioni specifiche della cabrio, è disponibile il dispositivo "Always Open Timer", che registra il tempo di guida con l'auto scoperta.
Chiudono la carrellata delle nuove motorizzazioni "Minimalism" Euro 5, le sportive Cooper e Cooper S, disponibili anche in versione giardinetta "Clubman" e Cabrio.
Sempre all'insegna della filosofia "più potenza, meno emissioni", il 4 cilindri 1,6 litri aspirato della Cooper si attesta ora sui 122 CV (2 in più della versione precedente) a 6.000 giri/min, ed è caratterizzato dalla distribuzione completamente variabile. La coppia massima è di 16,3 Kgm a 4.250 giri/min mentre il classico 0-100 km/h avviene in soli 9,1 secondi. La velocità massima è di 203 km/h e il consumo medio si attesta su un confortante 5,4 litri/100 km nel ciclo EU. Le emissioni di CO2 invece sono di 127 g/km. Per chi la Cooper la vuole in versione giardinetta le prestazioni non cambiano molto: l'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 9,8 secondi e la velocità massima dichiarata è di 201 km/h, con un consumo medio di 5,5 litri/100 km ed emissioni di CO2 di 129 g/km. La Cooper Cabrio fila invece a 198 km/h e copre gli "zerocento" in 9,8 secondi. I consumi medi sono di 5,7 litri/100 km e le emissioni di CO2 sono pari a 133 g/km.
Se poi si punta sulla versione S, la già cattiva Cooper, diventa una vera belva pur dimostrando come le alte prestazioni si possano coniugare col rispetto delle tematiche ambientali. Il nuovo motore 1,6 litri della Mini Cooper S (anch'esso disponibile su Clubman e Cabrio per gli amanti delle sensazioni forti) monta per la prima l'alimentazione a doppia turbina e iniezione diretta della benzina, abbinata alla distribuzione completamente variabile. Basata sul sistema "Valvetronic" dei motori BMW, questa tecnologia di controllo del carico senza farfalla ottimizza la risposta del motore e permette una riduzione significativa dei consumi e delle emissioni. La potenza massima è di 184 CV a 5.500 giri/min, e la coppia massima di 24,4 Kgm già da 1.600 giri/min. La funzione "overboost" permette l'aumento temporaneo della coppia fino a 26,6 Kgm per brevi tratti: così si spiegano i soli 7 secondi netti nello scatto da 0 a 100 km/h. La velocità massima è di 228 km/h. I consumi medi dichiarati nel ciclo EU sono di 5,8 litri/100 km (0,4 litri in meno rispetto al modello precedente) e le emissioni di C02 si fermano a 136 g/km.
La sincronizzazione delle cambiate (le trasmissioni delle Mini "Minimalist" sono tutte a sei rapporti) è ottimizzata da un rivestimento in carbonio delle guarnizioni della frizione. Il cambio automatico, disponibile per la Cooper, per la One e per la Cooper S, spicca per la mappatura tarata specificatamente per i diversi modelli. In chiusura è da segnalare che - in futuro - le Mini Cooper S con cambio manuale avranno una nuova frizione con recupero automatico del gioco.