MOTORI24
11 GENNAIO 2010

Al via il salone di Detroit
nel segno dell'ottimismo

Clima diverso rispetto all'edizione 2009 quando l'industria automobilistica americana era sull'orlo del baratro. Occhi puntati sui nuovi modelli elettrici
dal nostro Andrea Malan

				FOTO: Al via il salone di Detroitnel segno dell'ottimismo
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Il Salone dell'Auto di Detroit (che gli americani chiamano, con il loro consueto understatement, North American International Auto Show) apre i battenti oggi con la prima delle giornate dedicate ai media; l'apertura al pubblico è prevista per sabato 16 gennaio.

La temperatura in questi giorni in Michigan è rigida come al solito, ma il clima è ben diverso da quello del 2009: un anno fa General Motors e Chrysler erano sull'orlo della bancarotta; ora sono entrambe rinate dopo il fallimento pilotato del Chapter 11 e grazie ai fondi dell'Amministrazione Obama. La Ford, unica delle Big three a non chiedere soldi allo Stato - ha guadagnato nel 2009 quota di mercato negli Stati Uniti: non accadeva da anni.

Le previsioni per l'anno appena iniziato sono cautamente ottimistiche. Bob Lutz, numero due della Gm, prevede che negli Usa si venderanno nel 2010 tra gli 11 e i 12 milioni di auto contro i 10,3 del 2009. Un livello ancora ben lontano dai 16-17 milioni di unità dei tempi d'oro, ma che potrebbe permettere alle grandi di Detroit di avvicinarsi al pareggio, se non di raggiungerlo: uno dei "vantaggi" dell'aver portato nel 2009 i libri in tribunale è la consistente riduzione dei costi fissi. Secondo Lutz, che ha parlato ieri sera alla Società degli analisti auto americani, Gm "potrebbe essere in utile già quest'anno sul piano operativo, se la domanda di mercato sarà più vicina ai 12 milioni che non agli 11"; ha però avvertito che "non si può escludere un impatto sul risultato netto di eventuali altri oneri di ristrutturazione". Lutz, 77 anni, ha detto che il miglioramento di redditività va attribuito alla trasformazione che Gm ha attraversato negli ultimi 12 mesi, e ha ammesso che "è molto più facile gestire quattro marchi che non otto". Il manager - che attualmente è il numero due di Ed Whitacre - ha anche messo in chiaro che non ha nessuna intenzione di andare in pensione.

L'auto elettrica.
Anche se è presto per suonare il cessato allarme, in questi giorni tra gli stand si tornerà dunque a parlare più di modelli che di bilanci. Come già in passato, anche quest'anno il Salone vedrà il consueto contrasto fra le ambizioni sportive e le esigenze di economia e di riduzione dei consumi. Per questo riguarda quest'ultimo aspetto, grande protagonista l'auto elettrica, che si merita per la prima volta un settore di esposizione a parte: la Electric Avenue, che anche simbolicamente ha preso il posto degli stand dei marchi eliminati da Gm - Hummer, Pontiac.
Ci saranno auto elettriche e ibride dei tipi più svariati. In primo luogo la piccola Toyota che si affianca alla Prius e che, secondo John McElroy di Autoline Detroit "Potrebbe essere l'auto che fa decollare il mercato". La Chevrolet Volt, con un'autonomia di 40 miglia in elettrico e un motore a benzina per ricaricare le batterie: sarà sul mercato già a fine anno. Debutto nel 2010 anche per la Nissan Leaf, elettrica integrale sviluppata in cooperazione con Renault. Non è un caso che Carlos Ghosn, numero uno di Renault e Nissan, sia tra i più ottimisti sul successo dell'auto elettrica: prevede infatti che tra dieci anni i veicoli elettrici al 10% del mercato. Qui negli Usa sono parecchi gli scettici. Lo stesso Lutz, pur alla vigilia di un debutto importante come quello della Volt, avverte che "per i prossimi vent'anni le auto elettriche forniranno tutt'al più un complemento alla strategia di trasporto"; ma non potranno costituirne l'ossatura.

Elettrici o no, i motori del futuro dovranno comunque essere più risparmiosi. Ecco quindi che un recente articolo del Detroit News si interrogava su quando i motori V6 faranno la stessa fine dei V8, confinati ormai a qualche sportiva e ai SUV e pickup di maggiori dimensioni. "In fondo non è più raro trovare un 4 cilindri turbo da 200 cavalli" spiegava il quotidiano locale; e un numero crescente di vetture medie e anche medio grandi non offre neppure più quello che è stato per decenni il propulsore preferito dagli americani.

Fiat-Chrysler.
Oggi Sergio Marchionne farà il suo debutto al Salone come numero uno di Chrysler oltre che di Fiat. La casa americana non dispone ancora di nuovi modelli basati su piattaforme e tecnologie Fiat: troppo pochi i sei mesi passati dalla chiusura dell'accordo fra le due aziende. Lo stand Chrysler vedrà però una serie di testimonianze del made in Italy: in primo luogo alcune Ferrari e Maserati; poi la 500, sia nella versione a benzina che sotto forma di prototipo elettrico;
infine una Lancia Delta con il marchio Chrysler, simbolo di un'integrazione fra i due marchi che dovrebbe diventare totale. Chrysler dovrebbe lanciare nel corso dell'anno la nuova Jeep Grand Cherokee e la rinnovata berlina 300; per le auto più piccole e "italiane" bisognerà però attendere almeno la fine del 2011. Questa è la battaglia decisiva per la casa di Auburn Hills: resistere due anni senza grandi novità di prodotto in un mercato estremamente competitivo.

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