È un ricordo ancora caldo, quello dell'auto dal nome e dalla nazionalità più freddi della storia delle quattro ruote. Chi non ha infatti presente la Volvo Polar che negli anni 90 fece delle station wagon svedesi un autentico status symbol? Ora la Polar è tornata, non con uno specifico modello, ma con una linea che abbraccia quasi tutta l'offerta (all'appello mancano solo la S40, la C70, la S80 e la Xc60) e che si ispira agli stessi principi che portarono alla nascita della Polar: l'essenza fa la differenza.
Anche se a molti può sembrare incredibile, questa idea non nacque tra i ghiacci svedesi, ma – come spesso accade allorché si parla di intuizioni geniali e di fantasia vincente – in Italia. Era il 1989 e la Volvo 240 Sw soffriva sia della concorrenza interna della 740 sia di quella della Passat, meno costosa ed equipaggiata con motori più moderni e più performanti. Al contrario, le vendite dell'usato svedese andavano a gonfie vele, perché c'era una vasta fascia di clientela – soprattutto giovani e donne – che non poteva permettersi una Volvo nuova, ma ne apprezzava i valori di sicurezza, essenzialità e robustezza. In una parola, la "svedesità".
Perché allora non dare una risposta a queste esigenze neppure tanto latenti con una Volvo che costasse quasi come un usato (e come la Passat), suggerendo con il nome "Polar" il fascino della praticità scandinava? Dotazione "basic", quattro tinte e un solo motore 2.0 da 109 Cv, a listino a 24 milioni di lire. Il successo fu immediato: invece delle mille unità annue previste, ne furono vendute più di 5mila. E la Polar totalizzò 14.186 pezzi fino al 1994. La formula, dapprima osteggiata dalla Casa madre, fu ripresa in tutta Europa, e venne rinforzata già l'anno successivo con la Super Polar, per poi essere riproposta tra il 1995 e il 1997 sulla 940.
La prima Polar, insomma, può essere considerata la figlia di una crisi. E anche quella di oggi lo è. Il marchio svedese infatti ha chiuso il primo semestre del 2009 con 8.610 immatricolazioni (-16,2%) in Italia e 100.333 (-22,8%) nell'Europa a 27.
Anche il ritorno del valore della sobrietà, insieme all'attenzione per l'ambiente, sembrano oggi, proprio come allora, propizi per riproporre il concetto, includendo sotto l'ombrello Polar anche le versioni a basse emissioni Driv-e con il turbodiesel 1.6 per mettere i modelli C30 e V50 in condizione di beneficiare degli incentivi alla rottamazione.
Nel confezionare la gamma Polar del terzo millennio si è partiti dall'allestimento e dalle motorizzazioni di base, aggiungendo ovviamente tutto quello che oggi è indispensabile ai fini del comfort e della sicurezza.
La V70, per esempio, viene infatti proposta con i 4 cilindri 2 litri benzina da 145 Cv e diesel da 136 Cv, la Xc90 esclusivamente con il 5 cilindri 2.4 a gasolio da 185 CV e la praticità dei sette posti. Quest'ultima, tanto per dare un'idea del "vantaggio-Polar", costa 42.800 euro contro i 51.200 della più economica delle Xc90 "normali".
Grazie alle nuove Polar a dar manforte al successo della Xc60, Volvo Italia conta di chiudere l'anno con oltre 16mila unità vendute. Per quella data Ford potrebbe aver venduto il marchio di Göteborg, cedendo così l'ultimo pezzo della propria sfortunata collezione europea.