Panamera. Può sembrare uno strano nome per una berlina tanto tedesca, ma forse anche questo è un segnale di innovazione. La nuova quattro porte, quarta linea di prodotto nella gamma Porsche, nelle intenzioni della casa dovrebbe mantenere la produzione più stabile, fungendo da ammortizzatore quando gli altri modelli mostrassero segni di stanchezza.
I tre modelli – Panamera S, 4S e Turbo – hanno tutti motore anteriore V8 con trazione posteriore (la S) o integrale. Sia la 4S sia la Turbo, inoltre, hanno di serie il cambio semiautomatico a doppia frizione Pdk con sette rapporti e una velocità di selezione fulminea: l'unico davvero degno di questa vettura.
Sulla base tecnica, niente da dire: è lo stato dell'arte della categoria. È casomai la linea a creare discussioni anche accese. Che sia una Porsche, non c'è dubbio. Il senso di appartenenza alla dinastia della 911 è fortissimo, mentre il frontale, che rinuncia al classico faro ovale della 911, ricorda la Carrera Gt. Per capirne bene la linea bisogna vederla dal vero, toccarla con mano, apprezzarne la perfetta rifinitura in ogni dettaglio. Dove si nota più nettamente il distacco radicale dalle altre Porsche e nell'abitacolo. L'interno è spazioso, nonostante la ridotta altezza del tetto. Le poltrone sono ampie, comodissime e con tutte le regolazioni possibili; anche lo spazio per le gambe dei passeggeri posteriori è abbondante. La plancia appare molto complessa, con una miriade di tasti che controllano tutte le funzioni accessorie e un cruscotto modellato sullo stile classico delle Porsche di più alto livello, con cinque strumenti ovali. Interessante la ripetizione, a richiesta del guidatore, di alcune indicazioni del computer di bordo (navigazione, mappa, telefono, ecc) nel quadrante più a destra. Lodevole il ritorno al fondo scuro con numeri bianchi, per una perfetta leggibilità in ogni condizione di luce.
Su strada, le considerazioni estetiche passano in secondo piano: il ringhio del V8, all'avviamento, scalda il cuore. Dopo no, perché non lo si sente più. La Panamera è silenziosissima all'interno, e l'assetto sposa prestazioni e comfort in modo stupefacente. Anche a velocità moderata e assaporando il piacevole comfort del telaio, basta premere il pulsante dietro al volante per scalare un paio di marce del Pdk e convincere la Panamera di essere... una 911 che scatta come una freccia a velocità elevatissime, sempre stabile, mai apparentemente sotto sforzo.
Grande, stabile, potente o addirittura potentissima, ogni versione della superbelina di Zuffenhausen dà a qualsiasi pezzo di strada il sapore di un viaggio diverso dal solito, mai banale. Per molte ragioni, è il modello più importante della recente storia Porsche. Lo dice l'espansione di oltre 22mila metri quadri della fabbrica di Lipsia, lo conferma il lungo battage che ne ha preceduto l'arrivo.
Tanta eccellenza, naturalmente, si paga. Il listino è lì a dimostrarlo, e può salire anche molto attingendo a un'interminabile lista di optional, peraltro non tutti centrati. È il caso del sistema audio Burmester: costoso e dalle caratteristiche sonore "sparate", impressiona il neofita ma non fa presagire nulla di buono come fatica d'ascolto. Rinunciarvi permette di risparmiare 4.788 euro, rendendo ragionevoli i 1.362 richiesti per il più gradevole impianto Bose, ed evitando due effetti collaterali poco gradevoli: la riduzione del vano bagagli per installarvi un colossale subwoofer e le vistose griglie in metallo chiaro firmate "Burmester" sulla parte superiore della plancia. Ben più interessanti i fari intelligenti, i sedili ventilati, il vano frigo posteriore o il sempre dispendioso (oltre 8mila euro) sistema frenante Pccb con dischi in materiale ceramico.
La Panamera si presenterà al pubblico il 12 settembre, quando inizieranno le consegne dei primi esemplari di questa nuova, straordinaria Porsche.