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Bmw, anche la Serie 7 è integrale

di Giampiero Bottino
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Lacuna colmata. Grazie alla sofisticata trazione integrale xDrive, la Bmw è riuscita a recuperare il gap di vendita e tecnologico accumulato in questa particolare fascia del mercato premium. Segnatamente nei confronti di Audi, che per prima ha diffusamente utilizzato le quattro ruote motrici al di fuori dell'ambito off-road e che si appresta ormai a festeggiare il trentesimo compleanno della tecnologia "quattro". Ma nella gamma "x" di Monaco, che nel 2008 con 324mila unità consegnate ha rappresentato il 27% delle vendite totali dell'elica biancoblù, c'era ancora un vistoso "buco": mancava un'ammiraglia in grado di rappresentare un'alternativa a rivali come le varie Audi A8 "quattro" e la Mercedes S350 4Matic.
Ora la lacuna, come dicevamo, sta per essere colmata: arriva a settembre sui mercati europei la 750i (disponibile anche nella versione Li a passo lungo), che abbina al potente propulsore 4.4 twin turbo V8 a benzina da 407 Cv la sofisticata trazione integrale xDrive nella sua formulazione più evoluta. Un'evoluzione che abbiamo potuto toccare con mano nel corso di un'anteprima organizzata a Miramas, località non lontano da Marsiglia sede uno dei più importanti centri prove del gruppo tedesco, dove le vetture in fase di sviluppo vengono sottoposte a test di ogni genere sui 52 km di piste variamente attrezzate prima di essere avviate alla produzione di serie.
La 750 ha evidenziato i progressi del sistema di trazione integrale soprattutto nell'impiego in situazioni "normali", su strada asfaltata e in condizioni di aderenza non particolarmente problematiche. Proprio quelle che generalmente si affrontano con una vettura de genere. Certo questa generazione dell'xDrive, strettamente imparentata con quella che equipaggia la "compact-Sav" X3, gestisce anche le evenienze più problematiche trasferendo automaticamente la potenza all'asse che garantisce la migliore aderenza, con un range che va dal 100% della coppia sull'asse posteriore al perfetto equilibrio (50-50) tra gli assi. Ma il vero salto di qualità, come accennato, si riscontra sui nastri d'asfalto che sono il campo di battaglia preferito di un'auto con queste caratteristiche. Il cambiamento della filosofia di conduzione delle curve appare evidente, e la vettura riesce a stupire per la condotta assolutamente neutrale, priva di qualsiasi accenno di sottosterzo: la curva viene pennellata senza alcun bisogno di correzioni, sia sull'asciutto sia sul bagnato sembra di viaggiare su due binari. Tanto che prima di prenderci la mano lo sterzo dà la sensazione di essere fin troppo leggero. Ma bastano poche curve per abituarsi e per non fare più confusione tra leggerezza e precisione.
Il merito è tutto della nuova e più raffinata modalità di distribuzione della coppia motrice, che nell'xDrive di precedente generazione rimaneva costante su strada normale. Adesso, invece, cambia non appena inizia l'azione del conducente sul volante: la distribuzione 60% all'asse posteriore-40 all'anteriore, che è quella standard in rettilineo, varia progressivamente fino ad arrivare a una proporzione 80-20, garantendo che la vettura seguirà spontaneamente e senza incertezze il raggio di curva impostato da chi impugna il volante.
Come detto, la 750i xDrive arriverà a settembre con un prezzo non ancora ufficializzato ma con una differenza di 3.400 euro rispetto alla variante a due ruote motrici, il cui listino parte oggi da 97.980 euro (112.230 la Li passo lungo). Nonostante l'elevata valenza tecnologica, non è facile prevedere per la prima ammiraglia integrale di Bmw un'accoglienza trionfale sul mercato italiano. Troppo forte la penalizzazione dell'assetato, seppur efficiente, propulsore a benzina troppo americano per una tipologia di prodotto nella quale in Italia il peso del diesel si avvicina al 90 per cento.

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